Sindacato, sugli iscritti uno scandalo che non c’è Faverin (Cisl Fp) e Scrima (Cisl Scuola) rispondono alla polemica sollevata da “Libero”: “Nei settori pubblici la rappresentatività è certificata” “E’ l’ennesima tempesta in un bicchier d’acqua. La polemica antisindacale è una moneta falsa, sempre buona in campagna elettorale e sempre buona a creare uno scandalo che non c’è”.
Così i segretari generali Giovanni Faverin (Cisl Fp) e Francesco Scrima (Cisl Scuola) rispondono agli attacchi del quotidiano “Libero” che, a tutta pagina, accusa i sindacati di barare sul numero degli iscritti.
E ribattono punto su punto: “Al di là delle stime, più o meno fantasiose riportate dal giornale, bisogna infatti ricordare che le prerogative sindacali e la rappresentatività si basano esclusivamente sui dati certificati dall’ARAN: vale a dire la media tra il numero dei tesserati e i voti ottenuti nelle elezioni delle RSU. Sono quelle a contare. Per questa ragione gonfiare i numeri non avrebbe né utilità né senso”.
“I dati sugli iscritti ai sindacati” – sottolineano Faverin e Scrima – “sono invece un elemento di trasparenza e fanno riferimento a modalità associative che vanno al di là della certificazione ARAN. Nel computo che ogni federazione dichiara sono inclusi i dirigenti, i lavoratori precari (della Pubblica Amministrazione come della scuola e della ricerca), quelli di enti certificati da altri organismi (i dipendenti delle Regioni a statuto speciale) e quelli dei settori privati tutelati dalle federazioni del pubblico impiego
(sanità privata, terzo settore, scuole private e della formazione professionale)”.

Roma, 8 febbraio 2013

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