Con la sentenza n. 12704 del 5 maggio 2026, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno segnato una svolta decisiva nel panorama dell’inclusione scolastica per gli studenti con disabilità. Un pronunciamento che, di fatto, ridisegna i confini della tutela giuridica in materia di sostegno didattico, ponendo fine a un vuoto normativo che per anni ha lasciato le famiglie in balia di decisioni discrezionali e spesso arbitrarie.
Il cuore della questione riguarda il ruolo del Gruppo di Lavoro Operativo (GLO) e la validità delle sue proposte in merito alle ore di sostegno necessarie per ciascun alunno con disabilità. Secondo la Cassazione, tali indicazioni non possono più essere trattate come meri documenti preparatori o atti interni al procedimento amministrativo. Al contrario, esse vincolano l’amministrazione scolastica fin dal momento della loro formulazione, a giugno, senza dover attendere l’approvazione formale del Piano Educativo Individualizzato (PEI), che solitamente arriva solo a fine ottobre. Una decisione che ribalta anni di prassi consolidate e che restituisce alle famiglie uno strumento immediato per far valere i diritti dei propri figli.
Il caso specifico che ha portato a questa sentenza vede protagonista una famiglia che, nel settembre 2022, si è vista assegnare solo quattordici ore settimanali di sostegno, a fronte delle ventidue ore indicate dal GLO per il proprio figlio con disabilità grave. Fino ad oggi, situazioni simili si traducevano in un’impasse: senza un PEI formalmente approvato, non era possibile rivolgersi al TAR, mentre il giudice ordinario si dichiarava incompetente per intervenire su atti ritenuti preliminari. La Corte di Cassazione ha ora chiarito che questa interpretazione non è più sostenibile.
La pronuncia delle Sezioni Unite stabilisce che le famiglie possono rivolgersi direttamente al giudice ordinario in caso di riduzione delle ore proposte dal GLO, anche in via cautelare e d’urgenza. Non ci sarà più bisogno di attendere l’approvazione del PEI, né di affrontare il labirinto delle competenze giurisdizionali. Una vittoria per i diritti degli studenti con disabilità, ma anche un richiamo alla responsabilità per le istituzioni scolastiche.
Il provvedimento della Cassazione ridisegna anche il ruolo del dirigente scolastico e degli Uffici Scolastici Regionali. Le decisioni del GLO non possono più essere ignorate o modificate arbitrariamente: eventuali variazioni dovranno essere motivate con precisione e giustificate da cause ostative oggettive. Questo implica un cambio di paradigma nella gestione delle risorse e nella pianificazione dell’organico.
Tuttavia, come sottolinea Evelina Chiocca, presidente della Federazione Osservatorio 182, la sentenza non risolve il problema strutturale legato ai tempi del calendario scolastico. I due mesi iniziali dell’anno scolastico restano un periodo critico e scoperto sul piano amministrativo. Se la giurisprudenza ha fornito uno strumento immediato per tutelare i diritti degli studenti, spetta ora al legislatore intervenire per garantire una programmazione che non lasci spazio a vuoti o incertezze.
Questo pronunciamento rappresenta un passo avanti verso l’effettiva inclusione scolastica. Ma perché diventi davvero un punto di svolta, sarà fondamentale un impegno corale: da parte delle istituzioni, delle scuole e della società civile.
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