Con l’arrivo del 2026, il tema degli stipendi per docenti e personale ATA torna a essere di grande attualità, soprattutto per quanto riguarda gli arretrati legati al rinnovo contrattuale. Un punto fondamentale è il modo in cui si calcolano questi arretrati, che comprendono diverse voci specifiche.
La formula di base è piuttosto semplice: si prende l’aumento mensile, lo si moltiplica per 13 mesi e poi per 2 anni (2024 e 2025). Tuttavia, da questo totale bisogna sottrarre gli importi già ricevuti come indennità di vacanza contrattuale. A questo si aggiungono l’aumento del CIA (Compenso Individuale Accessorio) per il personale ATA, l’incremento della RPD (Retribuzione Professionale Docenti) su base annua e un importo una tantum.
Alcuni esempi pratici di arretrati lordi sono: € 1.356,18 per un collaboratore scolastico (classe 0), € 1.551,00 per un docente di scuola secondaria (classe 0) e € 2.352,80 per un docente con oltre 35 anni di servizio.
Per quanto riguarda la tassazione, chi guadagna meno di € 28.000 all’anno lordi continuerà a pagare un’aliquota del 23%, mentre per i redditi superiori si applicherà il 35%. A partire dal 2026, verrà introdotta una nuova aliquota IRPEF del 33% per i redditi che superano i € 28.000.
Considerando gli stipendi del personale ATA che non superano i 28mila euro l’anno, per loro non cambierà assolutamente nulla e la cosa suona già come una beffa.
Leggi anche:
Siracusa: ostacoli burocratici nell’accesso alla scelta del medico curante
Carta del docente 2026, cadono alcuni limiti con il bonus si potranno acquistare più cose
Segui i canali social di InformazioneScuola
I nformazioneScuola, grazie alla sua serie e puntuale informazione è stata selezionata dal servizio di Google News , per rimanere sempre aggiornato sulle nostre ultime notizie seguici tramite GNEWS andando su questa pagina e cliccando il tasto segui.
Iscriviti al gruppo WhatsApp
Iscriviti al gruppo Telegram: Contatta @informazionescuola
Iscriviti alla nostra pagina Facebook


