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Stipendio, congedi e orario di lavoro: il Ministero del Lavoro spiega gli obblighi informativi per le aziende

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Con la circolare n. 19 pubblicata il 20 settembre 2022, il Ministero del lavoro chiarisce gli obblighi informativi per i datori di lavoro, inerenti allo stipendio, ai congedi e l’orario di lavoro. Gli argomenti vertono sulle nuove disposizioni introdotte dal Decreto Trasparenza, per cui è fondamentale provvedere a dare tutte le informazioni dettagliate, al lavoratore, sulle condizioni di lavoro. Di conseguenza, i datori di lavoro, devono informare in maniera chiara e semplice i lavoratori al momento dell’instaurazione del rapporto di lavoro. Per salvaguardare i lavoratori, a partire dal 13 agosto 2022, infatti, è stato previsto l’obbligo di fornire una serie di nuove e dettagliate informazioni.
Nella circolare, il Ministero spiega anche alcuni aspetti attinenti all’orario e alle disposizioni minime relative alle condizioni di lavoro, come la durata massima del periodo di prova, la possibilità di svolgere più impieghi e la prevedibilità minima dell’attività svolta.

Stipendio e congedi spettanti: obblighi informativi del datore di lavoro ai lavoratori

Il lavoratore deve essere informato di tutte le componenti della retribuzione e su tutto quello che riguarda ferie e altri congedi retribuiti.
Il Ministero spiega che il datore di lavoro ha l’obbligo di indicare, al momento dell’assunzione, tutti gli elementi che riguardano la retribuzione, secondo quanto stabilito dal contratto collettivo di riferimento.
Tuttavia, l’importo della retribuzione può variare, per esempio con i premi di risultato, in questo caso il datore è tenuto ad indicare al lavoratore, sempre in relazione al CCNL, i criteri per cui questi saranno riconosciuti e corrisposti.
Sono escluse eventuali misure di welfare o i buoni pasto, che non rientrano nell’assetto contributivo a meno che non siano previsti dal CCNL.
Il datore di lavoro deve informare il lavoratore anche per quanto riguarda la durata del congedo per ferie e degli altri congedi retribuiti di cui ha diritto, ma l’obbligo informativo riguarda soltanto i:
congedi di maternità e paternità, congedo parentale e congedo straordinario per assistenza a persone disabili (Dlgs n. 151/2001);
congedo per cure per gli invalidi (art. 7 del Dlgs n. 119/2011);
congedo per le donne vittime di violenza di genere (art. 24 del Dlgs n. 80/2015).
L’obbligo informativo non riguarda i congedi per cui non è prevista alcuna retribuzione.

Obblighi informativi per i datori di lavoro su orario e condizioni minime

Il datore di lavoro deve informare anche sulla programmazione dell’orario normale, sulle condizioni di straordinario, sulla retribuzione, sui cambi di turno o di organizzazione.
Tutte le informazioni devono riguardare non tanto la disciplina generale legale, ma la concreta articolazione dell’orario di lavoro applicata al dipendente e tutte le possibili variazioni.
In caso di modifiche successive l’informativa andrà fornita solamente per cambiamenti strutturali o particolarmente duraturi.
Per le disposizioni minime inerenti alle condizioni di lavoro, il Decreto Trasparenza ha previsto diverse novità per quanto concerne:
la durata massima del periodo di prova;
il cumulo di impieghi;
la prevedibilità minima del lavoro;
la transizione a forme di lavoro più prevedibili, sicure e stabili;
la formazione obbligatoria.
La durata massima del periodo di prova deve essere pari a sei mesi, lo ha stabilito il Ministero e evidenzia come tale periodo può essere prolungato per la durata dell’assenza, in caso di malattia, infortunio maternità/paternità e di congedi o permessi della Legge 104.
Al lavoratore, poi, è consentita la possibilità di svolgere più attività in parallelo ma con determinate condizioni, le quali devono essere verificate in modo oggettivo e apparire concrete e dimostrabili. È specificato nella circolare.
In ogni modo, per correttezza e buonafede è compito del lavoratore informare il datore di lavoro al nascere di determinate condizioni che possono compromettere lo svolgimento di più attività.
In merito alla prevedibilità minima, la circolare specifica che il periodo minimo di preavviso (tempo tra il momento in cui un lavoratore è informato su un nuovo incarico e quello in cui lo inizia) deve avere una durata ragionevole. Può variare a seconda del CCNL ma in ogni caso deve garantire un’adeguata tutela.
Nel Decreto Trasparenza è previsto il diritto per i lavoratori che, con un’anzianità di lavoro presso lo stesso datore di lavoro e che abbiano superato l’eventuale periodo di prova, di poter accedere ad un rapporto di lavoro più stabile e sicuro.
A questo riguardo il Ministero mette in chiaro che la condizione di base per la transizione è che, i contratti di lavoro più stabili, siano concretamente disponibili presso lo stesso datore di lavoro.
In conclusione, quanto indicato in materia di formazione obbligatoria, ovvero che questa sia garantita gratuitamente a tutti i lavoratori, sia considerata come orario di lavoro e sia svolta durante lo stesso.

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