Roma, 6 marzo – È polemica nel mondo della scuola dopo l’annuncio ufficiale del Ministero sull’attivazione della Carta del Docente per l’anno scolastico 2025/2026. A sollevare preoccupazioni e critiche è il deputato del Movimento 5 Stelle, Antonio Caso, che denuncia un ritardo nell’attivazione della misura e un significativo taglio al suo importo, passato dai consueti 500 euro a soli 383 euro.
«Purtroppo tutto come ampiamente previsto: il Governo arriva in ritardo, taglia la Carta del docente e fa pagare agli insegnanti il conto delle proprie scelte», ha dichiarato Caso, sottolineando come il provvedimento sia sintomatico di una gestione che continua a penalizzare il settore dell’istruzione.
Secondo quanto comunicato dal Ministero, la Carta del Docente sarà disponibile a partire dal 9 marzo, con un importo ridotto rispetto agli anni precedenti. Questo taglio netto, combinato con l’aumento generalizzato dei prezzi, rappresenta un duro colpo per gli insegnanti italiani, i quali si trovano a dover affrontare una riduzione delle risorse destinate alla formazione e all’aggiornamento professionale.
«Si amplia giustamente la platea dei beneficiari, ma senza risorse aggiuntive il Governo scarica il costo dell’operazione sugli stessi insegnanti. Il risultato è semplice: mentre i prezzi aumentano, la Carta del docente diminuisce», ha aggiunto Caso, evidenziando le contraddizioni di una misura che, seppur estesa a più destinatari, non è accompagnata da un adeguato incremento dei fondi.
Un’altra questione sollevata dal deputato riguarda l’esclusione del personale ATA (Amministrativo, Tecnico e Ausiliario) dai benefici della Carta del Docente. «Resta inoltre aperta l’ingiusta esclusione del personale ATA da un beneficio legato alla formazione. Meno soldi, più ritardi e nessuna risposta seria: altro che valorizzazione, questa è l’ennesima penalizzazione per chi lavora nella scuola», ha concluso Caso.
La riduzione dell’importo della Carta del Docente e i ritardi nella sua attivazione sollevano interrogativi sul reale impegno del Governo nel valorizzare il personale scolastico e sostenere la formazione continua, considerata fondamentale per garantire un sistema educativo di qualità. Resta da vedere se queste criticità saranno affrontate nei prossimi mesi o se si tratta di una tendenza destinata a proseguire.
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