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Il colpo di coda del governo, per gli statali arriva l’assicurazione obbligatoria e se la dovranno pagare!

Riforma Pubblico Impiego: scatta l'obbligo della polizza RC professionale. Dagli insegnanti ai sanitari, ecco perché lo Stato non pagherà i premi assicurativi.

Il 2026 introduce una novità destinata a far discutere i 3,2 milioni di dipendenti pubblici italiani. Con l’approvazione definitiva della Legge sulla Trasparenza e Responsabilità (n. 15/2026), entra ufficialmente in vigore l’obbligo per i dipendenti statali di dotarsi di una polizza assicurativa per responsabilità civile e colpa grave interamente a proprie spese.

A differenza di quanto ipotizzato nelle prime bozze della riforma, il testo finale esclude categoricamente qualsiasi forma di rimborso da parte dell’amministrazione di appartenenza. Ecco l’analisi tecnica di cosa prevede la legge, chi sono i soggetti obbligati e quali sono i rischi per chi non si adegua.

La nuova norma: Polizza individuale e stop ai rimborsi

La legge varata a inizio 2026 recepisce le direttive della Corte dei Conti in materia di danno erariale. L’obiettivo è quello di tutelare il patrimonio pubblico, imponendo al dipendente di rispondere personalmente dei danni cagionati a terzi o all’amministrazione stessa in caso di colpa grave.

  • Autonomia di spesa: La legge chiarisce che il premio assicurativo è a carico del lavoratore. Non sono previsti bonus, detrazioni specifiche o rimborsi in busta paga.

  • Niente clausole contrattuali: Il divieto di rimborso è stato inserito per evitare che i singoli comparti (Scuola, Sanità, Funzioni Centrali) potessero negoziare il pagamento della polizza nei rinnovi contrattuali (CCNL).

Chi sono i soggetti obbligati?

L’obbligo non colpisce tutti allo stesso modo, ma si concentra sulle figure che gestiscono fondi, provvedimenti amministrativi o sicurezza:

  1. Personale Sanitario: Già parzialmente coperto dalla Legge Gelli-Bianco, ora vede l’obbligo esteso e irrigidito per tutte le prestazioni extramoenia.

  2. Personale Scolastico: Dirigenti Scolastici e DSGA sono i primi della lista, seguiti dai docenti (specialmente per i rischi legati alla culpa in vigilando).

  3. Funzionari e Dirigenti PA: Tutti coloro che firmano atti amministrativi o gestiscono appalti e forniture legati ai fondi PNRR.

  4. Forze dell’Ordine: Per la responsabilità civile verso terzi durante le operazioni di servizio.

Categoria Rischio Principale Tipo di Polizza Consigliata
Docenti Infortuni alunni / Culpa in vigilando RC Terzi + Colpa Grave
Dirigenti / DSGA Danno Erariale / Errori amministrativi RC Patrimoniale Piena
Personale Medico Malpractice / Colpa Grave Polizza Professionale Obbligatoria

Le sanzioni e le conseguenze della mancata copertura

Nonostante la legge non preveda una sanzione pecuniaria diretta per chi non stipula la polizza, le conseguenze indirette sono devastanti:

  • Esposizione Patrimoniale: In caso di condanna da parte della Corte dei Conti per danno erariale, il dipendente sprovvisto di assicurazione dovrà risarcire l’intero importo attingendo al proprio patrimonio personale (conti correnti, immobili).

  • Responsabilità Disciplinare: La mancanza della polizza può essere valutata dall’amministrazione come un’aggravante in sede di procedimento disciplinare interno.

  • Blocco di Incarichi: Per alcune posizioni dirigenziali, la presentazione della polizza attiva sarà il requisito necessario per il rinnovo dell’incarico o della titolarità dell’ufficio.

4. Come scegliere la polizza: le convenzioni sindacali

Dato che lo Stato non rimborsa, i sindacati si sono mossi per stipulare convenzioni collettive che permettano di abbattere il costo del premio annuo.

  • Costi medi: Si stima che una polizza per colpa grave per un docente costi tra i € 40 e i € 70 l’anno, mentre per un dirigente PA possa superare i € 300.

  • Massimali: La legge suggerisce massimali non inferiori al triplo della retribuzione lorda annua del dipendente.


Un onere in più per il dipendente pubblico

L’introduzione dell’assicurazione obbligatoria a proprie spese rappresenta un ulteriore balzello per gli statali, giustificato dal legislatore come un incentivo al rigore e alla correttezza dell’azione amministrativa. Con l’era dei rimborsi definitivamente chiusa, il dipendente è ora chiamato a gestire la propria protezione professionale come un libero professionista.

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