Roma, 3 febbraio – Il futuro dell’università pubblica italiana è a rischio. Questo l’allarme lanciato da Antonio Caso, Capogruppo del Movimento 5 Stelle in Commissione Cultura alla Camera, durante una conferenza stampa congiunta delle opposizioni. Caso ha puntato il dito contro i tagli e le politiche governative, definendole un pericolo per la ricerca e lo sviluppo del Paese.
“Il governo – afferma Caso – sta sottraendo risorse fondamentali al sistema universitario con giochi contabili e false promesse. Tra il 2025 e il 2026, 35mila lavoratori rischiano il posto, mettendo in crisi un sistema incapace di trattenere le sue eccellenze”.
Secondo il deputato, il piano straordinario di assunzioni presentato dall’esecutivo non sarebbe sufficiente, coprendo solo una minima parte dei posti a rischio. Inoltre, Caso denuncia un crescente favore verso le università private e telematiche, a discapito delle istituzioni pubbliche.
“L’università pubblica è un pilastro per lo sviluppo e la democrazia del nostro Paese – conclude Caso –. Se questo pilastro crolla, l’Italia non avrà futuro”.
Il dibattito è aperto e la posta in gioco è alta: il mantenimento di un sistema universitario pubblico, libero e accessibile a tutti.
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