Roma, 23 febbraio – È passato oltre un anno dall’approvazione della norma che avrebbe dovuto garantire le borse di studio agli specializzandi laureati in discipline come psicologia, farmacia, biologia, veterinaria, fisica, chimica e odontoiatria. Tuttavia, il decreto attuativo necessario per rendere operativa questa misura non è ancora stato emanato. Una situazione che ha portato Marianna Ricciardi, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Commissione Affari Sociali alla Camera, a presentare una nuova interrogazione al ministro dell’Università e della Ricerca.
La normativa prevede una borsa annuale di 4.773 euro lordi, equivalente a circa 397 euro al mese per un impegno lavorativo di 30 ore settimanali. Tuttavia, senza il decreto attuativo, gli specializzandi continuano a lavorare senza percepire alcun compenso. Una condizione che Ricciardi ha definito in aperto contrasto con l’articolo 36 della Costituzione italiana, che sancisce il diritto a una retribuzione proporzionata e sufficiente a garantire un’esistenza libera e dignitosa.
“Avevo già sollevato il problema sei mesi fa con una precedente interrogazione, ma il governo non ha mai fornito una risposta né a me né agli specializzandi,” ha dichiarato Ricciardi. “Chiedo al ministro di spiegare le ragioni di questo ritardo e di fornire tempi certi per l’adozione del decreto. Inoltre, è fondamentale incrementare le risorse per garantire borse di studio dignitose e riconoscere retroattivamente quanto dovuto agli specializzandi a partire dal primo gennaio 2025.”
La deputata del Movimento 5 Stelle ha infine sottolineato l’importanza di un intervento immediato da parte della ministra competente: “È necessario che si assuma la responsabilità di dare attuazione a una legge dello Stato e di non continuare a scaricare il peso della propria negligenza su chi lavora e si forma ogni giorno nei nostri atenei.”
La questione sollevata da Ricciardi mette in luce una problematica che interessa migliaia di giovani professionisti in formazione, il cui lavoro rimane finora privo del giusto riconoscimento economico. Un tema che merita attenzione e una soluzione tempestiva per garantire il rispetto dei diritti fondamentali e la valorizzazione delle competenze nel sistema universitario italiano.
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