Il settore delle università telematiche continua a crescere, superando il mezzo miliardo di euro di fatturato annuo. Tuttavia, secondo Elisabetta Piccolotti, deputata di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), questo sviluppo nasconde problemi significativi, tra cui l’assenza di regole chiare e profitti accumulati a discapito degli studenti più vulnerabili.
Piccolotti accusa parte della stampa di destra di proteggere interessi di lobby che ostacolano una regolamentazione equa del settore. “Assistiamo a un fiorire di editoriali entusiasti e a ministri che fingono di voler regolare un sistema che opera senza limiti”, ha dichiarato la deputata, sottolineando l’importanza di un intervento normativo.
La parlamentare propone misure concrete: maggiore investimento nella digitalizzazione delle università pubbliche, regole identiche per gli atenei telematici e pubblici, e un modello senza scopo di lucro per le università private. “Non faremo sconti a chi protegge interessi di parte”, ha concluso.
La questione solleva interrogativi sul bilanciamento tra innovazione digitale e tutela degli studenti, aprendo un dibattito cruciale sul futuro dell’istruzione superiore in Italia.
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