Le Graduatorie ad Esaurimento (GaE) rappresentano uno dei pilastri del sistema di assunzione in ruolo per i docenti italiani. Costituite ai sensi della legge 27 dicembre 2006, n. 296, queste liste storiche continuano a detenere il 50% dei posti disponibili per le immissioni in ruolo, una quota che non viene intaccata né dagli elenchi regionali né dalle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) di prima fascia. Questo status quo, tuttavia, non è privo di criticità e solleva dubbi sul futuro di un sistema che sembra oscillare tra innovazione e tradizione.
Durante i frequenti question time organizzati da Orizzonte Scuola con sindacalisti ed esperti di normativa scolastica, emerge spesso un quesito cruciale: quale sarà il destino delle GaE? La risposta, almeno per ora, è chiara: le GaE continuano a godere del diritto al 50% delle immissioni in ruolo, una prerogativa che fa parte della cosiddetta “fase ordinaria” delle assunzioni.
Ma come si articolano queste fasi? La fase ordinaria prevede l’attribuzione dei posti disponibili alle GaE e ai concorsi, con un massimo del 30% riservato agli idonei del PNRR3 e, a partire dall’anno scolastico 2026/27, agli elenchi regionali. La fase straordinaria, invece, è dedicata esclusivamente ai posti di sostegno rimasti vacanti dopo lo scorrimento degli elenchi regionali. In caso di ulteriori residui, si procede con l’utilizzo delle GPS di prima fascia per il sostegno e con la cosiddetta “mini call veloce”.
Nonostante la progressiva riduzione delle GaE in molte province italiane, soprattutto per le classi di concorso della scuola secondaria, gli elenchi relativi all’infanzia e alla primaria rimangono consistenti. Questo dato riflette una realtà frammentata: mentre alcune graduatorie risultano ormai vuote, altre continuano a registrare un numero significativo di aspiranti. Quando le GaE sono esaurite, i posti spettanti vengono assegnati alle graduatorie dei concorsi corrispondenti, garantendo comunque un processo di reclutamento strutturato.
Tuttavia, è legittimo interrogarsi sulla sostenibilità di questo sistema nel lungo termine. Le GaE sono nate con l’obiettivo di esaurirsi gradualmente, ma la loro persistenza nel panorama scolastico italiano suggerisce una difficoltà intrinseca nel superare modelli consolidati. La creazione di elenchi regionali e l’introduzione di meccanismi straordinari dimostrano la volontà di innovare, ma il processo appare ancora frammentato e lontano da una vera riforma strutturale.
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