Nel 2026, il cedolino di febbraio è il più “turbolento” dell’anno a causa del ricalcolo definitivo delle imposte e delle novità sul TFR in busta paga e sulla detassazione dei premi di produzione.
Il mese di febbraio infatti rappresenta il momento della “verità fiscale” per milioni di lavoratori dipendenti. È in questo cedolino, infatti, che il datore di lavoro, in qualità di sostituto d’imposta, effettua il conguaglio tra le ritenute operate nel 2025 e l’imposta effettivamente dovuta sulla base del reddito complessivo annuo.
Nel 2026, questo processo si incrocia con tre novità legislative che possono modificare sensibilmente il netto in busta paga: la stabilizzazione delle aliquote IRPEF, la nuova tassazione dei premi di produttività e le opzioni di flessibilità sul TFR.
1. Il conguaglio IRPEF: perché il netto di febbraio cambia?
Il calcolo del conguaglio può generare due esiti opposti:
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Conguaglio a Credito (Rimborso): Se durante l’anno scorso hai pagato più tasse del dovuto (magari per detrazioni non applicate mese per mese), febbraio ti restituirà una somma aggiuntiva.
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Conguaglio a Debito (Trattenuta): Se hai percepito redditi extra o se l’aliquota applicata è stata inferiore a quella reale, il datore di lavoro dovrà trattenere la differenza.
Nota Tecnica: Con la riforma IRPEF a tre scaglioni consolidata nel 2026, la maggior parte dei lavoratori dipendenti con redditi tra i 15.000 e i 28.000 euro ha goduto dell’aliquota al 23%. Il conguaglio servirà a verificare che il superamento di tale soglia non comporti balzi d’imposta inaspettati.
2. Premi di produzione al 1%: più soldi in tasca
Una delle novità più attese del 2026 riguarda la tassazione agevolata sui premi di risultato. Per incentivare la produttività, l’aliquota dell’imposta sostitutiva sui premi è stata confermata al 1% (rispetto al precedente 5% o 10%).
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Il vantaggio: Se l’azienda eroga il premio di produzione nel mese di febbraio, la tassazione quasi nulla permette al lavoratore di percepire quasi integralmente l’importo lordo.
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Il tetto: L’agevolazione si applica per premi fino a 3.000 euro lordi annui, per redditi da lavoro dipendente non superiori a 80.000 euro.
3. Nuove regole sul TFR: anticipazione in busta paga?
Il 2026 introduce una maggiore flessibilità sulla liquidazione del Trattamento di Fine Rapporto. Oltre alle consuete regole per l’acquisto della prima casa o spese sanitarie, è stata introdotta la possibilità di richiedere piccole anticipazioni mensili del TFR in busta paga per specifici ammortizzatori sociali o piani di welfare aziendale.
Tuttavia, bisogna fare attenzione: il TFR percepito in busta paga è soggetto a tassazione ordinaria e non separata, il che potrebbe alzare l’imponibile IRPEF e ridurre l’accesso a bonus basati sul reddito.
4. Addizionali regionali e comunali: il prelievo inizia ora
A febbraio iniziano solitamente anche le trattenute relative alle addizionali regionali e comunali (saldo 2025 e acconto 2026). Questo prelievo, suddiviso in 11 rate, contribuisce a rendere il netto di febbraio leggermente più basso rispetto a quello di dicembre, a parità di lordo.
Tabella riepilogativa del netto di febbraio 2026
| Voce del Cedolino | Effetto sul Netto | Nota Operativa |
| Conguaglio Fiscale | Variabile (+ / -) | Dipende dal reddito totale 2025 |
| Premi Produttività | Positivo | Tassati solo all’1% |
| Addizionali Locali | Negativo | Inizia il prelievo rateale 2026 |
| Esonero Contributivo | Positivo | Confermato il taglio del cuneo fiscale |
Conclusioni: come leggere il tuo cedolino
Non spaventarti se il netto di febbraio 2026 è diverso da quello di gennaio. È il risultato di un ricalcolo necessario che mette “in pari” i tuoi conti con il fisco. Se la trattenuta è troppo alta, verifica con il tuo consulente se sono state applicate correttamente tutte le detrazioni per carichi di famiglia o per spese di produzione del reddito.
Hai notato una voce “Debito IRPEF” particolarmente elevata o non vedi applicata la tassazione al 1% sul tuo premio di produzione?
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