Negli ultimi anni, le università telematiche hanno registrato una crescita esponenziale. Nel 2025, il numero di iscritti è aumentato del 51% rispetto al 2024, generando un fatturato complessivo di oltre mezzo miliardo di euro. Tuttavia, questa espansione solleva dubbi e preoccupazioni in merito al rispetto delle normative vigenti e alla qualità dell’istruzione offerta.
Nel corso del Question Time alla Camera, Elisabetta Piccolotti, deputata di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), ha denunciato presunte violazioni delle regole da parte di alcune università telematiche. “Nonostante il divieto formale di svolgere esami online, riceviamo segnalazioni di pratiche che aggirano questa disposizione. Gli studenti si recano fisicamente in sede solo per ratificare i voti ottenuti in esami sostenuti a distanza”, ha dichiarato Piccolotti.
La deputata ha inoltre criticato la qualità dell’offerta formativa, sottolineando la carenza di docenti e l’adozione di esami standardizzati. “Questo sistema rischia di svalutare il valore dei titoli accademici. È necessario un intervento deciso per rafforzare l’università pubblica, che deve rimanere il pilastro della formazione italiana”, ha concluso.
La questione solleva interrogativi su come bilanciare l’accessibilità dell’istruzione con la necessità di mantenere standard accademici elevati.
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