Negli ultimi giorni la nostra redazione sta ricevendo decine di messaggi da docenti che ci pongono sempre la stessa domanda: “Se sbaglio a compilare le 150 preferenze, rischio davvero di perdere una nomina?”
Abbiamo esaminato le istruzioni ministeriali, confrontato le esperienze maturate negli ultimi anni e raccolto le testimonianze di chi ha già affrontato questa procedura. La risposta, purtroppo, è meno rassicurante di quanto molti si aspettino.
La piattaforma ministeriale può apparire intuitiva, ma dietro ogni scelta si nascondono conseguenze che spesso vengono comprese solo quando le operazioni sono ormai concluse.
L’errore più comune è pensare che la domanda sia un semplice elenco di scuole. In realtà è un vero e proprio ordine di priorità che il sistema rispetterà automaticamente durante l’assegnazione dell’incarico.
Ed è proprio questo che genera maggiore ansia tra gli aspiranti docenti: la paura di sbagliare una preferenza e compromettere un’opportunità costruita dopo anni di precariato.
BOX 1 — ?? L’errore che può costare una nomina
Hai inserito poche preferenze? Ecco cosa può accadere
Molti aspiranti docenti pensano che indicare solo le scuole “preferite” sia la scelta migliore. In realtà questa strategia può diventare rischiosa.
Esempio pratico:
Docente A
- posizione in graduatoria: favorevole;
- inserisce solo 10 scuole del proprio comune;
- nessuna disponibilità indicata nei comuni vicini.
Risultato:
- nelle 10 scuole indicate non ci sono posti disponibili;
- il sistema non può assegnare altre sedi;
- il docente resta senza nomina.
Docente B
- stessa posizione in graduatoria;
- inserisce scuole, comuni e distretti raggiungibili;
- amplia la platea delle disponibilità.
Risultato:
- maggiori possibilità di intercettare un posto libero.
La regola pratica è semplice: meglio una preferenza ragionata in più che una domanda troppo restrittiva.
I fatti: cosa sono le 150 preferenze
La procedura informatizzata consente agli aspiranti inseriti nelle graduatorie interessate di indicare fino a 150 preferenze.
Le preferenze possono riguardare:
- singole istituzioni scolastiche;
- comuni;
- distretti scolastici;
- tipologie di posto;
- classi di concorso per cui si possiede titolo.
Il sistema esamina le preferenze nell’esatto ordine indicato dal candidato.
Quando trova una disponibilità compatibile con posizione in graduatoria e preferenze espresse, procede all’assegnazione
BOX 2 — ? Come ragionare sulle 150 preferenze: il metodo in 4 fasce
Non compilare la domanda direttamente sulla piattaforma: prepara prima una strategia
Un errore frequente è entrare su Polis e iniziare a selezionare sedi senza un piano.
Il metodo che consigliamo è dividere le preferenze in quattro gruppi:
? Fascia 1: sedi desiderate
Le scuole più vicine, quelle che rappresentano la prima scelta.
Esempio:
- scuola del comune di residenza;
- istituti facilmente raggiungibili;
- sedi con cui si hanno motivazioni personali.
? Fascia 2: sedi realistiche
Sono quelle dove accetteresti tranquillamente di lavorare.
Esempio:
- comuni vicini;
- province collegate con mezzi pubblici;
- istituti con maggiore disponibilità.
? Fascia 3: sedi strategiche
Sono le preferenze che aumentano concretamente le possibilità di nomina.
Esempio:
- territori meno richiesti;
- comuni periferici;
- scuole con maggiore rotazione del personale.
? Fascia 4: ultima possibilità
Sono sedi che inserisci solo se il tuo obiettivo principale è ottenere comunque una nomina.
Il dietro le quinte: perché ogni anno tanti aspiranti restano delusi
Seguendo queste procedure da diversi anni abbiamo individuato un elemento che raramente viene spiegato con chiarezza.
La maggior parte delle esclusioni non deriva dalla posizione in graduatoria, ma da una compilazione poco strategica della domanda.
Abbiamo osservato casi molto diversi tra loro.
C’è chi indica soltanto poche scuole vicine a casa.
Chi elimina interi comuni ritenendoli poco probabili.
Chi inserisce esclusivamente posti comuni dimenticando il sostegno, pur avendone titolo.
Chi ordina le preferenze senza una reale strategia.
Quando il sistema conclude l’elaborazione, però, non tiene conto delle intenzioni del candidato: segue rigorosamente quanto dichiarato nella domanda.
BOX 3 — ? Preferenza scuola, comune o distretto? Cosa cambia davvero
L’errore più comune: confondere le tre tipologie
Non tutte le preferenze hanno lo stesso effetto.
| Tipo di preferenza | Cosa indica | Quando conviene |
|---|---|---|
| Scuola specifica | Una singola istituzione scolastica | Quando hai una sede precisa come obiettivo |
| Comune | Tutte le scuole presenti in quel territorio | Quando vuoi ampliare le possibilità |
| Distretto | Un’area più ampia composta da più comuni | Quando vuoi aumentare le probabilità |
Attenzione
Inserire un comune significa accettare tutte le scuole presenti in quel comune, non soltanto quella che avevi in mente.
Questo è uno degli aspetti che genera più sorprese dopo la pubblicazione degli esiti.
Reality Check: la vicinanza a casa non sempre è la scelta migliore
È comprensibile voler lavorare nella scuola più vicina alla propria residenza.
Tuttavia occorre essere realistici.
Ogni anno migliaia di candidati concentrano le preferenze sugli stessi istituti, spesso quelli situati nei grandi centri urbani.
Il risultato è facilmente prevedibile: la concorrenza aumenta e le possibilità diminuiscono.
Al contrario, inserire anche comuni limitrofi o scuole meno richieste può aumentare sensibilmente le probabilità di ottenere una nomina.
Questo non significa accettare qualsiasi sede senza riflettere, ma costruire una domanda equilibrata tra esigenze personali e possibilità concrete.
L’errore che vediamo ripetersi ogni estate
Tra le centinaia di segnalazioni ricevute dalla nostra redazione emerge sempre lo stesso errore.
Molti aspiranti credono che, se una preferenza non viene soddisfatta, il sistema “torni indietro” o permetta successive modifiche.
Non è così.
Una volta chiusa la procedura e completata l’elaborazione, l’algoritmo segue esclusivamente l’ordine delle preferenze inserite.
Per questo motivo gli ultimi minuti prima dell’invio della domanda sono probabilmente i più importanti dell’intera procedura.
BOX 4 — ? Reality Check: “Metto tutte le 150 preferenze e sono sicuro del ruolo?”
No. Il numero delle preferenze non sostituisce la posizione in graduatoria
Una convinzione molto diffusa è:
“Chi inserisce 150 preferenze viene sicuramente assunto”.
Non è corretto.
L’algoritmo considera principalmente:
- posizione in graduatoria;
- disponibilità dei posti;
- ordine delle preferenze;
- requisiti posseduti.
Le 150 preferenze aumentano le possibilità, ma non creano posti disponibili.
Esempio:
Due candidati:
Docente A
- posizione 500;
- 150 preferenze inserite.
Docente B
- posizione 300;
- 30 preferenze inserite.
Il docente B resta favorito perché la graduatoria viene prima delle preferenze.
Un metodo pratico per compilare le preferenze senza improvvisare
Dall’esperienza raccolta negli ultimi anni consigliamo un approccio semplice ma efficace.
Prima ancora di accedere alla piattaforma, è utile predisporre una lista personale delle sedi.
Noi suggeriamo di suddividerle in quattro gruppi:
- scuole considerate prioritarie;
- comuni facilmente raggiungibili;
- sedi accettabili in caso di necessità;
- disponibilità da indicare solo per evitare di restare senza incarico.
Questo metodo permette di evitare modifiche impulsive durante la compilazione online.
BOX 5 — ? Le 5 verifiche da fare prima di inoltrare la domanda
Checklist definitiva prima del clic su “Invia”
? Ho controllato l’ordine delle preferenze?
? Ho inserito anche comuni alternativi raggiungibili?
? Ho verificato se posso partecipare su più tipologie di posto?
? Ho controllato eventuali vincoli personali o familiari?
? Ho salvato la ricevuta dell’inoltro?
I casi particolari che meritano attenzione
Esistono situazioni che richiedono una valutazione ancora più attenta.
Ad esempio:
- candidati presenti su più classi di concorso;
- aspiranti specializzati sul sostegno;
- docenti che partecipano contemporaneamente alle procedure di immissione in ruolo e alle supplenze annuali;
- candidati inseriti in province particolarmente richieste.
In questi casi ogni preferenza può produrre effetti differenti ed è fondamentale leggere attentamente tutte le istruzioni pubblicate dall’Ufficio scolastico competente.
La domanda che ci viene posta più spesso
Molti lettori ci chiedono:
“Se inserisco tutte e 150 le preferenze ho maggiori possibilità di essere assunto?”
La risposta è meno scontata di quanto sembri.
Dal punto di vista statistico, indicare un numero maggiore di preferenze amplia certamente il ventaglio delle possibili assegnazioni.
Tuttavia non esiste un numero “magico”.
La vera differenza la fa la qualità dell’ordine scelto, non semplicemente la quantità delle sedi inserite.
Compilare tutte le 150 preferenze senza una logica rischia di produrre un risultato opposto rispetto a quello desiderato.
BOX 6 — ? Le domande dei lettori
“Se non indico una provincia o un comune posso essere assegnato lì?”
No.
Il sistema utilizza esclusivamente le preferenze espresse dal candidato.
Se una sede non è stata indicata, quella disponibilità non può essere assegnata.
“Posso modificare le preferenze dopo l’invio?”
Solo entro il termine previsto dalla procedura e secondo le modalità indicate dal Ministero.
Dopo la chiusura definitiva non è possibile intervenire.
“Meglio mettere prima le scuole vicine o quelle dove ci sono più possibilità?”
Dipende dall’obiettivo.
Se la priorità è lavorare vicino casa, bisogna accettare un rischio maggiore.
Se invece l’obiettivo è ottenere la nomina, conviene ampliare strategicamente le preferenze.
Il consiglio finale
Le 150 preferenze non rappresentano un semplice adempimento amministrativo.
Sono la traduzione concreta delle vostre priorità professionali.
Dedicate il tempo necessario alla compilazione, confrontatevi con colleghi esperti, verificate più volte l’ordine delle preferenze e non aspettate gli ultimi minuti utili per inoltrare la domanda.
Una scelta ponderata oggi può fare la differenza tra ottenere una nomina, lavorare lontano dalle aspettative oppure dover attendere un’altra occasione.
La testimonianza della community
“L’anno scorso avevo inserito soltanto le scuole del mio comune perché ero convinto che fossero sufficienti. Non ho ricevuto alcun incarico. Quest’anno, seguendo il consiglio di ampliare le preferenze anche ai comuni vicini, sono riuscito a ottenere una nomina annuale. Ho capito troppo tardi che la strategia nella compilazione vale quasi quanto la posizione in graduatoria.” — Luca, docente precario della scuola secondaria
Questa testimonianza rappresenta una situazione che abbiamo raccolto più volte negli ultimi anni: spesso non è la graduatoria a penalizzare gli aspiranti, ma una compilazione delle preferenze effettuata con poca consapevolezza.
BOX 7 — ? La nostra esperienza sul campo
Cosa abbiamo imparato seguendo migliaia di aspiranti docenti
Ogni anno assistiamo allo stesso fenomeno: molti candidati scoprono l’importanza delle preferenze solo dopo la pubblicazione degli esiti.
La domanda non è un semplice modulo burocratico.
È una scelta strategica che deve tenere insieme tre elementi:
- aspirazione personale;
- probabilità statistica;
- disponibilità reale dei posti.
Chi prepara la domanda con metodo parte con un vantaggio importante.
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