Il riscatto della laurea continua a rappresentare uno degli strumenti più utilizzati dai lavoratori che desiderano valorizzare gli anni trascorsi all’università ai fini pensionistici.
La possibilità di trasformare gli anni di studio in contributi previdenziali può consentire, in alcuni casi, di raggiungere prima i requisiti per la pensione. Tuttavia, non sempre il riscatto degli anni universitari risulta automaticamente conveniente: la scelta deve essere valutata considerando età, storia contributiva, reddito, sistema previdenziale di appartenenza e obiettivo pensionistico.
Come funziona il riscatto della laurea
Il riscatto permette di aggiungere alla propria posizione contributiva gli anni del corso legale di studi universitari, a condizione che il titolo sia stato effettivamente conseguito.
Non possono essere riscattati:
- gli anni fuori corso;
- periodi già coperti da contribuzione obbligatoria;
- anni per i quali sono già stati versati contributi previdenziali.
Gli anni riscattati vengono considerati a tutti gli effetti come periodi contributivi utili sia per il diritto sia, in molti casi, per il calcolo dell’importo della pensione.
Riscatto agevolato: chi può utilizzarlo
Uno degli strumenti più conosciuti è il riscatto laurea agevolato, introdotto per rendere meno onerosa la valorizzazione degli anni universitari.
La misura riguarda principalmente coloro che rientrano nel sistema contributivo e che hanno iniziato a versare contributi dopo il 31 dicembre 1995.
Il costo viene determinato sulla base del minimale contributivo previsto per gli artigiani e commercianti e può risultare sensibilmente inferiore rispetto al riscatto ordinario.
L’importo da versare viene calcolato dall’INPS in base all’anno di presentazione della domanda e può essere pagato anche in forma rateale.
Quando può essere conveniente
Il riscatto può rappresentare una scelta vantaggiosa soprattutto per chi ha una carriera lavorativa stabile e necessita di aumentare rapidamente il proprio montante contributivo.
Ad esempio, può risultare utile per chi:
- ha iniziato a lavorare in giovane età;
- possiede una lunga prospettiva contributiva;
- punta a raggiungere prima i requisiti per la pensione anticipata;
- vuole incrementare l’importo futuro dell’assegno pensionistico.
In alcuni casi il recupero degli anni universitari può consentire di anticipare l’uscita dal lavoro anche di diversi anni, soprattutto quando il lavoratore è vicino al raggiungimento dei requisiti contributivi richiesti.
Quando il riscatto potrebbe non essere vantaggioso
La scelta deve però essere valutata con attenzione.
Per alcuni lavoratori il costo sostenuto potrebbe non essere compensato da un reale vantaggio pensionistico, soprattutto se la carriera contributiva è discontinua o se l’anticipo della pensione non modifica significativamente la data di uscita.
Anche il passaggio tra diversi sistemi previdenziali può incidere sulla convenienza. Chi ha iniziato la propria carriera contributiva in periodi differenti rispetto al 1996 deve valutare con attenzione gli effetti sul calcolo della pensione.
Il simulatore INPS per conoscere costi e benefici
Prima di presentare la domanda è consigliabile effettuare una valutazione personalizzata.
L’INPS mette a disposizione un simulatore online che consente di stimare il costo del riscatto e gli effetti sulla futura pensione.
In alternativa, è possibile rivolgersi a un patronato o a un consulente previdenziale per analizzare la propria posizione contributiva e verificare se l’operazione sia realmente conveniente.
Una scelta da valutare caso per caso
Il riscatto degli anni universitari non rappresenta una soluzione valida per tutti, ma uno strumento previdenziale che deve essere utilizzato in modo consapevole.
La convenienza dipende dalla storia lavorativa del singolo cittadino: per alcuni può essere un investimento utile per anticipare la pensione, per altri potrebbe non produrre benefici sufficienti rispetto al costo sostenuto.
Per questo motivo, prima di aderire, è fondamentale effettuare una simulazione e valutare attentamente l’impatto sulla propria futura pensione.
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