Che il sistema scolastico italiano ha bisogno di una riforma scolastica urgentemente lo si sa da almeno 25 anni, una riforma che cambi davvero il ruolo della scuola pubblica e la sua importanza (visto che siamo il paese più ignorante dell’UE). Non mi metterò a fare il solito comizio dove dirò “aumenti degli stipendi” “meno potere in mano ai Dirigenti Scolastici” e altre cose banali, perchè ci sono troppi problemi di cui nessuno parla. Non mi metterò ad entrare in dettagli tecnici perché non mi competono e non tocca a me trovare una soluzione su dove trovare i soldi o come applicare queste leggi (altrimenti farei il ministro dell’istruzione).
Quindi:
Diminuzione della scuola dell’obbligo a 13 anni. Visto che tanti ragazzi non meritano di stare in un liceo è meglio che a 14 anni inizino ad apprendere dei lavori sul campo.
Aumenti delle ore di pratica nei professionali, con conseguenti laboratori attrezzati e sovvenzionati.
Gestione del calendario festivo più elastico e con più giorni di scuola. Si inizia a metà Settembre e si finisce il 30 giugno con più giorni di festa a Pasqua e più facile gestione dei ponti. Nel caso dei maturandi di terza media e scuola superiore il programma non cambia, si finisce il 10 Giugno e ci si inizia a preparare per gli esami.
Il personale docente e personale ATA giudicato incapace nel suo operato, da genitori e personale di riferimento deve essere licenziato più facilmente. Non si deve aspettare che commettano un reato grave, ma si deve fare un’attenta valutazione del proprio operato alla fine di ogni anno.
Colloquio OBBLIGATORIO per i docenti (soprattutto per chi insegna negli asili e alle elementari) con lo psicologo della scuola, prima, durante e dopo la fine dell’anno scolastico
Più collaborazione della scuola coi servizi sociali. Quando la scuola si accorge che ci sono dei soggetti altamente disturbati o che provengono da famiglie criminali, deve accordarsi coi servizi sociali per controllare più da vicino, bambini e ragazzi che vengono da famiglie disagiate.
Le famiglie devono poter valutare l’operato di un docente alla fine di ogni quadrimestre e discutere col dirigente scolastico se questa persona sta facendo bene o no il suo dovere.
I docenti devono poter avere più potere autoritario durante le lezioni. Quando uno studente si dimostra insistente con la forza, il docente deve poter rispondere allo stesso modo e nel caso richiedere l’intervento di figure più alte (come il vicepreside o il dirigente scolastico) per sospensione o espulsione diretta dalla scuola.
Diminuzione del carico dei compiti da fare a casa.
Valutazione da parte di un genitore con un docente se è il caso che lo studente possa proseguire con gli studi (sia per andare alle scuole superiori sia per andare all’università).
Zero politica nelle scuole, sia da parte dei docenti sia da parte dei dirigenti scolastici
Abolizione della materia Religione (visto che siamo dichiarati Stato laico) e sostituzione con la materia Studio delle Religioni, per avere un maggior quadro culturale e valutare le sostanziali differenze culturali che sono basate su di esse.
Educazione sessuale obbligatoria dalle scuole elementari e rifiuto della propaganda LGBTQ+.
Nei professionali bisogna abolire alcune materie ripetitive (come storia, geografia e religione) e sostituirle con materie più moderne, come educazione economica e educazione digitale, per preparare le nuove generazioni ad una cultura basata più sul risparmio che sul consumismo e all’attenzione sull’uso dei dispositivi elettronici e sull’uso dell’IA.
Uno studente non deve assentarsi per più del 60% del periodo scolastico, altrimenti scatta la bocciatura immediata.
Questi sono solo alcuni dei punti fondamentali che puntano a pulire la scuola italiana, a renderla più funzionale e meno legata ad obblighi morali di dubbia morale (scusate il gioco di parole).
Spero che questa non sia solo un’utopia.
Aniello Rea, Collaboratore scolastico.
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