Agosto è il mese in cui molte famiglie fanno i conti prima delle vacanze. Chi ha figli a carico sa già che tra il 15 e il 21 del mese arriverà l’accredito dell’Assegno Unico e Universale — la misura INPS che dal 2022 sostituisce bonus e detrazioni frammentate con un unico sostegno mensile per ogni figlio a carico fino a 21 anni.
Ma quante famiglie sanno davvero quanto stanno ricevendo, e se stanno ricevendo tutto quello a cui hanno diritto? La risposta, spesso, è: meno di quanto dovrebbero.
Quando arriva il pagamento di agosto 2026
L’INPS eroga l’Assegno Unico generalmente tra il 15 e il 21 di ogni mese, per le prestazioni già in corso che non hanno subito variazioni. La data esatta viene comunicata dall’Istituto tramite i canali ufficiali e può slittare di uno o due giorni in base al calendario bancario.
Per agosto, considerando che il 15 cade di sabato, l’accredito è atteso nella settimana del 17–21 agosto. Chi riceve il pagamento tramite bonifico bancario lo vedrà comparire sul conto nello stesso arco temporale; chi ha scelto l’accredito sul libretto postale può verificare la disponibilità attraverso l’app Postepay o gli sportelli Poste Italiane.
Chi ha presentato una nuova domanda ricentemente deve invece aspettare: il primo pagamento per i nuovi beneficiari avviene nell’ultima settimana del mese successivo a quello di presentazione della richiesta.
Quanto spetta: la tabella degli importi 2026
Gli importi dell’Assegno Unico 2026 sono stati rivalutati dell’1,4% rispetto all’anno precedente, in linea con la rivalutazione ISTAT prevista dalla Legge di Bilancio 2025. L’importo varia in base all’ISEE del nucleo familiare e può andare da un minimo di 58,30 euro a un massimo di 203,80 euro al mese per ogni figlio minorenne a carico.
Ecco la scala orientativa per fascia ISEE:
- ISEE fino a 17.468 euro (soglia minima): importo massimo, circa 203,80 euro al mese per figlio minorenne
- ISEE 20.000 euro: circa 180 euro al mese per figlio
- ISEE 25.000 euro: circa 151,90 euro al mese per figlio
- ISEE 35.000 euro: circa 110 euro al mese per figlio
- ISEE oltre 46.582 euro (soglia massima): importo minimo, circa 58,30 euro al mese per figlio
- Senza ISEE: importo minimo automatico, circa 58,30 euro al mese per figlio
Per i figli maggiorenni tra 18 e 21 anni che studiano, svolgono un tirocinio, sono disoccupati o in servizio civile, l’importo è ridotto — circa 62 euro al mese nella fascia media — ma è comunque cumulabile con le maggiorazioni previste dalla normativa.
Le maggiorazioni: soldi in più che molti non sanno di avere
Oltre all’importo base, l’Assegno Unico prevede maggiorazioni aggiuntive che si sommano all’assegno mensile. Molte famiglie non le ricevono semplicemente perché non le hanno richieste correttamente nella domanda o non hanno aggiornato la loro situazione all’INPS.
Le principali maggiorazioni in vigore nel 2026:
- Figli con disabilità: maggiorazione significativa, che varia in base al grado di disabilità riconosciuta
- Figli sotto i 3 anni: importo più alto rispetto ai figli in età scolare
- Nuclei con 3 o più figli: maggiorazione per ogni figlio a partire dal terzo
- Entrambi i genitori lavoratori: maggiorazione per i nuclei in cui sia il padre che la madre hanno un reddito da lavoro
- Madri under 21: maggiorazione specifica per le mamme giovani
Se la vostra situazione familiare rientra in una o più di queste categorie e non avete mai ricevuto le maggiorazioni, vale la pena verificare la propria posizione sul portale INPS o contattare un CAF.
Perché molte famiglie ricevono l’importo minimo senza saperlo
Dal marzo 2026, le famiglie che non hanno presentato l’ISEE aggiornato ricevono automaticamente l’importo minimo previsto dalla legge — circa 58,30 euro al mese per figlio — indipendentemente dal reddito reale del nucleo. Non è una penalizzazione: è semplicemente il meccanismo con cui l’INPS gestisce le posizioni prive di dichiarazione.
La scadenza per presentare la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) ed evitare questo scenario era il 28 febbraio 2026. Chi non ha rispettato quella data aveva però una seconda chance: presentando la DSU entro il 30 giugno 2026, l’INPS ricalcola retroattivamente gli importi da marzo e accredita gli arretrati.
Chi si trova ancora in questa situazione — importo basso e DSU non presentata — può ancora regolarizzare la propria posizione. Gli arretrati non sono più recuperabili dalla finestra di giugno, ma presentare l’ISEE ora garantisce l’importo corretto a partire dal mese successivo alla presentazione.
“Pensavo di ricevere di più. Ho controllato e non avevo aggiornato l’ISEE”
La voce che segue è rappresentativa di segnalazioni pervenute alla nostra redazione. Il nome è di fantasia su richiesta dell’interessato.
Federica ha 34 anni, insegnante di scuola primaria a Benevento, due figli di 4 e 7 anni. Da marzo riceve 58 euro per ciascuno dei due figli — 116 euro al mese in totale. Prima riceveva quasi 300 euro.
«Ho notato il calo a marzo e ho pensato fosse un errore dell’INPS», racconta. «Ho aspettato aprile, poi maggio. L’importo non cambiava. Ho chiamato il CAF a giugno e mi hanno spiegato che il mio ISEE era scaduto e non l’avevo rinnovato. In quindici minuti hanno fatto tutto loro. Da luglio sono tornata agli importi giusti, ma i tre mesi di marzo, aprile e maggio li ho persi — erano quasi 550 euro».
La storia di Federica non è isolata. Secondo le stime degli operatori dei CAF, una quota significativa dei beneficiari dell’Assegno Unico non aggiorna l’ISEE nei tempi previsti e finisce per ricevere per mesi l’importo minimo, senza sapere il motivo.
Cosa fare se l’importo di agosto sembra sbagliato
Se il pagamento di agosto risulta più basso del previsto, ecco cosa verificare nell’ordine:
1. Controllare lo stato della domanda su INPS — accedere al portale con SPID, CIE o CNS, sezione “Assegno Unico e Universale” ? “Consulta le tue domande”. Lo stato deve essere “Accolta”. Se risulta “Sospesa” o “In lavorazione” c’è un problema da risolvere contattando l’INPS o un Patronato.
2. Verificare la validità dell’ISEE — sempre sul portale INPS, sezione “Fascicolo previdenziale del cittadino”, verificare se c’è un ISEE valido per il 2026. Se manca o è scaduto, presentare immediatamente la DSU attraverso il Portale unico ISEE o con l’aiuto di un CAF.
3. Verificare le maggiorazioni — confrontare l’importo ricevuto con quello simulabile tramite il simulatore ufficiale INPS (raggiungibile dalla pagina dedicata all’Assegno Unico sul sito inps.it). Se la simulazione dà un importo più alto, potrebbe mancare una maggiorazione non aggiornata nella domanda.
4. Contattare il Patronato di riferimento — in caso di dubbi o discrepanze, un Patronato o un CAF può verificare la posizione gratuitamente e, se necessario, presentare un’istanza di riesame.
Una misura utile, ma che richiede attenzione
L’Assegno Unico è uno degli strumenti di welfare più significativi introdotti negli ultimi anni in Italia. Universale nel nome e nella platea teorica, raggiunge però il suo potenziale solo se le famiglie mantengono aggiornata la propria posizione INPS — un compito che per molti genitori lavoratori, tra supplenze, contratti a termine e burocrazia quotidiana, diventa più difficile di quanto dovrebbe.
Il consiglio è semplice: controllare il cedolino di agosto, confrontarlo con l’importo dell’anno scorso, e in caso di dubbi non aspettare. Ogni mese perso è un rimborso che non tornerà.
Per simulare il proprio importo, accedere al portale INPS con SPID o CIE e cercare “Simulazione Assegno Unico”. Per aggiornare l’ISEE, rivolgersi a un CAF o utilizzare il Portale unico ISEE disponibile su inps.it.
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