Con la circolare n. 3/E di ieri, 24 giugno 2026, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato nuove istruzioni pratiche sulla tassazione di favore introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, chiarendo casi specifici e fornendo un vademecum utile per analizzare le regole di applicazione dei bonus sulle buste paga.
La novità più importante riguarda gli arretrati contrattuali: gli incrementi retributivi pagati nel 2026 che derivano dai rinnovi contrattuali firmati nel triennio 2024-2026 beneficiano della tassa piatta anche se relativi ad annualità precedenti.
Tradotto per chi lavora nella scuola: gli arretrati del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027 — che NoiPA pagherà a luglio 2026 per il periodo gennaio 2025-giugno 2026 — potrebbero beneficiare della tassazione agevolata al 5% invece dell’IRPEF ordinaria. Se confermato, per un docente con 1.000 € di arretrati lordi il risparmio fiscale sarebbe nell’ordine di 180-200 € netti.
C’è però un nodo cruciale che quasi nessun articolo ha ancora chiarito — e che questa guida affronta direttamente.
Le due misure distinte: 5% e 15% non sono la stessa cosa
La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) ha introdotto due misure fiscali separate, con requisiti diversi, plafond diversi e destinatari parzialmente diversi. Confonderle porta a errori di calcolo.
| Misura | Cosa tassa | Aliquota agevolata | Aliquota ordinaria sostituita | Limite reddito 2025 | Limite importo |
|---|---|---|---|---|---|
| Flat tax CCNL | Aumenti da rinnovi contrattuali 2024-2026 | 5% | IRPEF + addizionali (23–43%) | ? 33.000 € | Nessun tetto |
| Flat tax notturno/festivo | Maggiorazioni turni, notte, festivi, domeniche | 15% | IRPEF + addizionali (23–43%) | ? 40.000 € | Max 1.500 € lordi/anno |
Le due misure sono cumulabili — uno stesso lavoratore può beneficiare di entrambe se soddisfa i requisiti di ciascuna. Ma si applicano su voci diverse della busta paga e non si sommano sulla stessa voce.
Misura 1 — Flat tax 5% sugli aumenti CCNL: tutto quello che la circolare ha chiarito
Chi ha diritto
La Legge di bilancio 2026 ha introdotto misure finalizzate a sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori e a incentivare il rinnovo dei contratti collettivi. L’imposta sostitutiva del 5% si applica sugli incrementi retributivi corrisposti nel 2026 derivanti da rinnovi contrattuali firmati nel triennio 2024-2026.
I requisiti sono due e devono essere entrambi soddisfatti:
Requisito 1 — Reddito: reddito complessivo annuo 2025 non superiore a 33.000 euro.
Requisito 2 — Contratto: solo gli aumenti tariffati da contratti collettivi nazionali rinnovati dopo il 31 dicembre 2023 sono agevolabili. Gli incrementi scaturenti da singoli accordi aziendali o da contratti decentrati non sono inclusi.
Cosa rientra — le voci agevolabili
L’agevolazione si applica ai soli incrementi retributivi che confluiscono nella retribuzione diretta: si tratta delle dodici mensilità, della tredicesima e della quattordicesima. Sono altresì inclusi gli istituti retributivi indiretti interessati dai medesimi incrementi quali le assenze per la sola parte integrata dal datore di lavoro che danno diritto alla conservazione del posto di lavoro (malattia, maternità/paternità, infortunio).
L’imposta sostitutiva si applica anche agli incrementi corrisposti in relazione a ferie, festività soppresse e permessi contrattuali collettivi (ROL, PAR), gratifica feriale assimilabile alla quattordicesima mensilità, e trattamento aggiuntivo per la festività del 4 novembre.
Cosa NON rientra
Restano escluse le somme corrisposte per prestazioni aggiuntive all’ordinaria attività come gli scatti di anzianità, il TFR e le una tantum.
Sono esclusi gli importi erogati prima del 1° gennaio 2026.
La novità chiave della circolare 3/E: gli arretrati sono agevolabili
Questo è il chiarimento più atteso. Gli incrementi retributivi pagati nel 2026 che derivano dai rinnovi contrattuali firmati nel triennio 2024-2026 beneficiano della tassa piatta anche se relativi ad annualità precedenti. Il bonus che prevede l’applicazione dell’imposta sostitutiva del 5% si applica anche agli arretrati, cioè alle somme relative alle annualità precedenti.
La circolare chiarisce che qualora il rinnovo contrattuale preveda aumenti scaglionati su più annualità, l’aliquota del 5% si applica alle sole tranche erogate nel 2026, anche se l’erogazione dell’aumento è iniziata in anni precedenti. In altri termini, ciò che conta è il momento di corresponsione dell’incremento, non la data di decorrenza originaria del rinnovo.
Misura 2 — Flat tax 15% su turni, notte e festivi: i chiarimenti sulla domenica e il part-time
Chi ha diritto
L’imposta sostitutiva è del 15% e spetta a chi nel 2025 ha avuto un reddito da lavoro dipendente fino a 40.000 euro. L’agevolazione si applica su un massimo di 1.500 euro lordi annui. Le somme eccedenti tale limite concorrono alla formazione del reddito e sono tassate secondo le modalità ordinarie.
Il chiarimento sulla domenica
L’Agenzia ha sciolto un dubbio frequente sul fronte della maggiorazione riconosciuta in caso di lavoro domenicale e riposo settimanale fissato in un giorno diverso della settimana. Considerando che tutte le domeniche sono considerate festivi per legge, la maggiorazione prevista dal CCNL è sempre agevolabile.
Il part-time verticale: attenzione alla riduzione
Bonus parziale in caso di part-time verticale, in cui i giorni non lavorati nella settimana sono fisiologicamente più di uno. L’Agenzia ha specificato che l’agevolazione fiscale non può essere estesa a tutte le giornate di sosta, ma che il beneficio del 15% si applica esclusivamente se il dipendente viene chiamato a lavorare nel singolo e specifico giorno di riposo settimanale stabilito dalle parti.
Lo straordinario notturno o festivo
In linea generale, le somme erogate per il lavoro straordinario diurno e ordinario sono totalmente escluse dall’imposta sostitutiva. Ma lo straordinario in orario notturno o nei giorni festivi rientra nella flat tax al 15% — perché la maggiorazione notturna o festiva è agevolabile anche quando si tratta di ore eccedenti l’orario ordinario.
Il settore turismo: escluso dalla flat tax 15%
I lavoratori del settore Turismo e degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande non rientrano in questa specifica misura perché per loro è previsto un trattamento integrativo specifico.
Il nodo della scuola pubblica: la misura si applica ai docenti e al personale ATA?
Questa è la domanda che milioni di dipendenti della scuola si stanno ponendo — e che quasi nessun articolo ha ancora risposto in modo diretto.
La risposta breve: la flat tax 5% sugli arretrati CCNL non si applica ai dipendenti pubblici.
Il beneficio si applica solamente ai lavoratori dipendenti del settore privato. La tassazione al 5% degli aumenti retributivi spetta ai dipendenti del settore privato che nel 2025 hanno avuto un reddito da lavoro dipendente non superiore a 33.000 euro.
Il personale della scuola statale — docenti, ATA, dirigenti scolastici — è dipendente pubblico. La flat tax 5% sugli aumenti CCNL è riservata esclusivamente al settore privato per il 2026. Questo significa che gli arretrati del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027 che arriveranno a luglio sono soggetti alla tassazione separata ordinaria — non alla flat tax al 5%.
Chi nella scuola potrebbe beneficiarne:
Esiste però una categoria di lavoratori del mondo scolastico che rientra nel settore privato e può accedere alla flat tax 5%: il personale delle scuole paritarie private con CCNL di settore privato (FISM, FIDAE, AGIDAE). Per loro, se il CCNL di riferimento è stato rinnovato nel triennio 2024-2026 e il reddito 2025 non superava 33.000 €, la flat tax si applica.
La flat tax 15% per chi lavora di notte o nei festivi:
| Criterio | Requisito Richiesto | Esito per il Dipendente |
| Settore | Solo Settore Privato (incluse Scuole Paritarie) | Dipendenti Scuola Pubblica ESCLUSI |
| Reddito 2025 | Pari o inferiore a 33.000 € lordi | Da verificare sul Modello CU |
| Contratto | CCNL Nazionale rinnovato nel triennio 2024-2026 | Esclusi accordi puramente aziendali |
| Criterio | Requisito Richiesto | Note operative |
| Reddito 2025 | Pari o inferiore a 40.000 € lordi | Valido sia per privati che specifiche voci del pubblico |
| Limite Importo | Massimo 1.500 € lordi all’anno | Oltre questa soglia si applica l’IRPEF ordinaria |
| Esclusioni | Settore Turismo e Somministrazione | Hanno un regime di bonus integrativo a parte |
La misura del 15% non è esplicitamente limitata al settore privato nella stessa misura — ma le maggiorazioni per lavoro notturno e festivo nella scuola pubblica seguono regole specifiche del CCNL pubblico. Il personale ATA che svolge servizio notturno in istituti con convitto, o i collaboratori scolastici con servizi festivi, dovrebbe verificare con il proprio sostituto d’imposta (NoiPA) se le relative maggiorazioni CCNL rientrano nel perimetro agevolabile.
Il risparmio fiscale: quanto vale la flat tax per chi ne beneficia
Per chi lavora nel settore privato e riceve aumenti da rinnovi contrattuali 2024-2026, il risparmio fiscale è molto significativo. Ecco il calcolo concreto:
Esempio 1 — Lavoratore privato con reddito 2025 di 28.000 € e aumento CCNL di 80 € mensili (960 € annui):
| Scenario | Tassazione | Trattenuta sull’aumento | Netto dell’aumento |
|---|---|---|---|
| Senza flat tax (IRPEF ordinaria) | 27% (aliquota effettiva media) | 259 € | 701 € |
| Con flat tax 5% | 5% | 48 € | 912 € |
| Risparmio annuo | 211 € | +211 € netti |
Esempio 2 — Lavoratore con arretrati CCNL di 1.200 € lordi (più annualità):
| Scenario | Tassazione | Trattenuta | Netto |
|---|---|---|---|
| Tassazione separata ordinaria | ~27% | 324 € | 876 € |
| Con flat tax 5% | 5% | 60 € | 1.140 € |
| Risparmio sull’una tantum | 264 € | +264 € netti |
Esempio 3 — Lavoratore privato con 200 ore di lavoro domenicale (maggiorazione CCNL 1.500 € annui):
| Scenario | Tassazione | Trattenuta | Netto |
|---|---|---|---|
| IRPEF ordinaria (30%) | 30% | 450 € | 1.050 € |
| Con flat tax 15% | 15% | 225 € | 1.275 € |
| Risparmio annuo | 225 € | +225 € netti |
Tre regole operative che devi conoscere
Regola 1 — È automatica: non devi fare nulla
L’imposta sostitutiva deve essere applicata direttamente in busta paga dal sostituto d’imposta, impiegando gli appositi codici tributo istituiti dalle risoluzioni del 29 gennaio 2026. Il lavoratore può optare per la tassazione ordinaria soltanto attraverso una rinuncia scritta.
Il datore di lavoro applica la flat tax automaticamente su tutte le buste paga idonee. Se non vuoi la flat tax — perché hai una situazione fiscale particolare che rende più conveniente la tassazione ordinaria — devi presentare una rinuncia scritta al datore di lavoro.
Regola 2 — Non funziona senza CCNL
Le agevolazioni (sia al 5% che al 15%) non si applicano se il datore di lavoro non applica alcun CCNL o se le somme derivano esclusivamente da accordi territoriali o aziendali. Se lavori in un’azienda che non applica nessun contratto collettivo nazionale, o che ha solo accordi aziendali, non hai diritto né al 5% né al 15%.
Regola 3 — Gli impatriati devono scegliere
Chi è rientrato in Italia dall’estero e gode già del regime fiscale di favore si trova davanti a una scelta. Poiché le nuove tasse del 5% e del 15% sono imposte sostitutive, si applicano sull’intero importo dell’aumento o dell’indennità, senza poter sfruttare lo sconto sulla base imponibile previsto per gli impatriati. Il lavoratore può comunque rinunciare per iscritto a queste nuove agevolazioni.
Quando arrivano i benefici in busta paga: il calendario
I primi effetti sulle retribuzioni dovrebbero essere visibili a partire dalle buste paga di aprile 2026, compatibilmente con i tempi tecnici necessari per l’adeguamento dei software gestionali. Ne consegue che le prossime buste paga potranno risultare più consistenti, includendo anche gli eventuali arretrati maturati nei primi mesi dell’anno.
Per chi non ha ancora visto applicata la flat tax:
| Mese cedolino | Situazione | Cosa aspettarsi |
|---|---|---|
| Giugno 2026 | Flat tax già applicabile da febbraio | Potrebbe esserci un arretrato da recuperare |
| Luglio 2026 | Cedolino con arretrati CCNL privato | Flat tax 5% su tutti gli arretrati |
| Luglio 2026 | Lavoratori scuola pubblica | Tassazione separata ordinaria (no flat tax) |
| Entro 12 gennaio 2027 | Competenze dicembre 2026 pagate in ritardo | Rientrano nel perimetro agevolato grazie al principio di cassa allargato. |
La checklist per verificare se hai diritto
Per la flat tax 5% (aumenti CCNL): ? Lavori nel settore privato — dipendenti pubblici esclusi ? Il tuo reddito da lavoro dipendente nel 2025 era ? 33.000 € lordi (verifica sul CU 2025) ? Il tuo CCNL è stato rinnovato dopo il 31 dicembre 2023 ? L’aumento è nella retribuzione diretta (mensilità, tredicesima, quattordicesima) — non in scatti di anzianità o TFR ? Non hai presentato rinuncia scritta al tuo datore
Per la flat tax 15% (lavoro notturno, festivo, domenicale, turni): ? Il tuo reddito da lavoro dipendente nel 2025 era ? 40.000 € lordi ? Le maggiorazioni sono previste dal tuo CCNL — non da accordi solo aziendali ? Non lavori nel settore turismo/somministrazione alimenti (regime diverso) ? Le maggiorazioni non superano 1.500 € lordi totali nell’anno (oltre quella soglia: tassazione ordinaria)
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