Città di Castello (PG) – La vicenda legata al dimensionamento scolastico in Umbria si arricchisce di nuovi sviluppi, sollevando interrogativi sul rispetto delle istituzioni e delle sentenze giudiziarie. Nonostante la decisione del TAR dell’Umbria, che lo scorso 29 maggio ha annullato il piano di dimensionamento scolastico per il comune di Città di Castello, l’Ufficio Scolastico Regionale (USR) sembra ignorare la sentenza, proseguendo con l’organizzazione del prossimo anno scolastico sulla base di un atto dichiarato illegittimo.
| Data | Evento / Provvedimento | Situazione Attuale |
| Primavera 2024-2025 | Approvazione del Piano di Dimensionamento Scolastico | Tagli e fusioni di istituti in Umbria |
| 29 Maggio | Sentenza del TAR Umbria | Il tribunale annulla il piano per il comune di Città di Castello |
| Giugno 2026 | Organizzazione anno scolastico 2026/2027 | Denuncia di Avs: l’USR procede ignorando il blocco del TAR |
A denunciare quella che definisce una “grave violazione dello Stato di diritto” è Elisabetta Piccolotti, deputata di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs). Secondo la parlamentare, il comportamento dell’USR rappresenta un caso senza precedenti: “È inconcepibile che un organo dello Stato scelga deliberatamente di non applicare una sentenza emessa da un tribunale amministrativo. Questo atteggiamento mina le fondamenta della nostra democrazia e mette in discussione il principio stesso della legalità”, ha dichiarato Piccolotti.
Un commissario straordinario al centro della polemica
A rendere ancora più complessa la situazione è il ruolo del direttore dell’USR Umbria, Stefano Pellecchia. Nominato dal Governo Meloni come commissario straordinario per imporre il dimensionamento scolastico a Città di Castello, Pellecchia si trova ora nella posizione paradossale di dover eseguire una sentenza che annulla il provvedimento da lui stesso promosso. Tuttavia, secondo quanto riportato, il direttore non avrebbe ancora intrapreso alcuna azione concreta per conformarsi alla decisione del TAR.
“Abbiamo già chiesto le sue dimissioni, e ribadiamo questa richiesta con forza”, ha aggiunto Piccolotti. “Il ministro Valditara non può continuare a ignorare questa situazione. È necessario che intervenga immediatamente per garantire il rispetto della sentenza e ristabilire la fiducia nelle istituzioni.”
Le conseguenze per il sistema scolastico
La mancata applicazione della sentenza rischia di avere ripercussioni significative non solo sul piano giuridico, ma anche sulla gestione del sistema scolastico locale. Le famiglie, gli studenti e il personale scolastico di Città di Castello si trovano in una situazione di incertezza, con la programmazione dell’anno scolastico 2026/2027 che potrebbe essere compromessa.
La vicenda solleva inoltre un dibattito più ampio sul ruolo delle istituzioni e sull’importanza del rispetto delle regole democratiche. Come sottolineato dalla deputata rossoverde, “Lo Stato di diritto non è una formalità, ma il pilastro su cui si regge la convivenza tra le istituzioni e i cittadini.”
Mentre si attende una presa di posizione ufficiale da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito, il caso di Città di Castello continua a far discutere, ponendo interrogativi cruciali sul futuro della governance scolastica e sulla capacità delle istituzioni di rispettare le norme che esse stesse sono chiamate a tutelare.
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