Il 2026 segna una svolta epocale per il sistema educativo italiano: con la pubblicazione delle Nuove Indicazioni Nazionali, l’informatica cessa di essere una disciplina trasversale “opzionale” per diventare un pilastro fondamentale fin dalla scuola primaria.
Non si tratta più solo di imparare a usare un tablet, ma di fornire ai bambini gli strumenti logici per comprendere e governare la realtà digitale. Ecco l’analisi dettagliata di come cambierà la didattica nel primo ciclo di istruzione.
1. L’Informatica come Linguaggio, non solo come Strumento
Le Nuove Indicazioni Nazionali 2026 chiariscono un punto fondamentale: l’informatica deve essere insegnata come una disciplina scientifica. Alla scuola primaria, l’obiettivo non è l’alfabetizzazione tecnica (saper cliccare su un’icona), ma lo sviluppo del pensiero computazionale.
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Problem Solving: Capacità di scomporre un problema complesso in parti più piccole e gestibili.
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Astrazione: Identificare gli elementi essenziali di un problema ignorando i dettagli irrilevanti.
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Algoritmi: Creare sequenze logiche di istruzioni per risolvere compiti specifici.
2. Coding e Robotica Educativa: la didattica laboratoriale
Il nuovo curricolo prevede che l’informatica venga appresa attraverso il “fare”. Nelle classi della primaria, questo si traduce in:
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Coding Unplugged: Attività di programmazione senza l’uso del computer (es. percorsi a scacchiere sul pavimento) per comprendere la logica binaria e direzionale.
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Programmazione Visuale: Uso di software a blocchi (come ScratchJr o Scratch) per creare storie animate e primi videogiochi.
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Robotica: Utilizzo di piccoli robot educativi per visualizzare concretamente l’effetto delle istruzioni impartite.
3. Educazione alla Cittadinanza Digitale e IA
Le Indicazioni 2026 introducono per la prima volta concetti legati all’Intelligenza Artificiale (IA) e alla sicurezza in rete fin dai primi anni di scuola.
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Uso Critico: Comprendere che dietro un algoritmo c’è sempre una scelta umana e che i dati hanno un valore.
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Etica Digitale: Affrontare temi come il cyberbullismo, la privacy e la verifica delle fonti (lotta alle fake news) in modo proporzionato all’età.
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Sostenibilità: Consapevolezza dell’impatto ambientale delle tecnologie digitali.
| Fascia d’Età | Obiettivo di Apprendimento | Attività Suggerita |
| I – II Primaria | Orientamento spaziale e logico | Coding Unplugged e Pixel Art |
| III – IV Primaria | Cicli e variabili | Programmazione a blocchi (Scratch) |
| V Primaria | Dati e Reti | Primi concetti di IA e sicurezza web |
4. Cosa cambia per i Docenti?
La sfida più grande riguarda la formazione dei docenti. Le Nuove Indicazioni Nazionali non prevedono (per ora) l’inserimento di un “insegnante di informatica” dedicato alla primaria, ma una formazione obbligatoria per tutti i docenti di classe.
L’informatica dovrà essere integrata nella matematica, nelle scienze e persino nell’italiano, seguendo un approccio interdisciplinare che rifletta la natura pervasiva del digitale nella società moderna.
Conclusioni: Preparare i cittadini del futuro
L’introduzione dell’informatica nelle Nuove Indicazioni Nazionali 2026 non è un capriccio tecnologico, ma una necessità democratica. Fornire queste competenze fin dalla primaria significa ridurre il digital divide e garantire che ogni bambino, indipendentemente dal contesto sociale, abbia le chiavi per comprendere e non subire il mondo di domani.
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