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Insegnare con la laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione, il percorso di studi

Con quale laurea si può insegnare alla scuola dell'Infanzia e alla Primaria?

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È una laurea triennale per diventare un educatore professionale e operare nel settore sociale-pedagogico e apre le porte ai servizi educativi per l’infanzia. Questo prevede sia le categorie da 0 a 3 anni sia quella da 0 a 6 anni.
Fasce di età molto sensibili, infatti le materie di studio percorrono l’ambito pedagogico, psicologico, anche sociologia, filosofia, didattica, letteratura per l’infanzia, metodologia e tecnologia della didattica del gioco e dell’animazione.
Inoltre, il percorso si concentra sull’educazione della persona in quanto tale, questo avviene basandosi su quanto stabilito dal Decreto Legislativo n. 65 del 13 aprile 2017.
È un titolo di primo livello chiamato anche “classe di laurea triennale L-19”. Un percorso di studio riconosciuto come valido dal Ministero dell’Istruzione, infatti vi si può partecipare ai concorsi pubblici.

Quali porte apre la laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione

La laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione rientra nell’area umanistica-sociale ed essendo una laurea di primo livello è utile per accedere a diversi percorsi di studi di secondo livello, tra cui:
LM-57, Scienze dell’educazione degli adulti e della formazione continua;
LM-85, Scienze Pedagogiche.
Particolarmente Scienze Pedagogiche è la continuazione migliore per questo tipo di preparazione universitaria per diventare un ottimo pedagogista.
Quest’ultimo basa la propria competenza sul portare a termine i processi tipici dell’educazione, di conseguenza, sviluppa il potenziale presente in ognuno di noi, non solo nel bambino.
La sua presenza la troviamo in ambito sociale, assistenziale e/o sanitario.

Altre opportunità lavorative

L’educazione è uno dei punti essenziali della società, per cui questo percorso formativo apre numerose opportunità lavorative per tutti i suoi studenti.
Gli educatori professionisti qualificati sono richiesti in molteplici contesti e la loro presenza è fondamentale sia nel settore privato che in quello pubblico.
Rimane sempre una laurea triennale, dando meno competenze rispetto a una magistrale, ma il problema non sussiste poiché già il titolo di primo livello porta a essere assunti in molteplici aziende.
Di seguito alcuni dei settori che si possono occupare con la laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione:
organizzazioni di volontariato;
aziende di servizi per la persona e l’infanzia;
servizi sociali, culturali e territoriali;
imprese sociali;
enti locali;
strutture educative scolastiche;
strutture educative prescolastiche ed extrascolastiche;
Pubblica Amministrazione.

Le classi di concorso per Scienze dell’Educazione e della Formazione L-19.
Se si mira al ruolo di docente è necessario avere i titoli adeguati, tra cui la laurea magistrale e i 24 CFU. Questi sono gli stessi criteri adoperati per potersi inserire nelle graduatorie GPS.
Per cui, la laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione non è titolo sufficiente per insegnare. Questo vale per tutte le lauree di primo livello.
Con la laurea di secondo livello L-M 85 si può avere l’accesso a diverse classi di concorso. Con questa terminologia si indica un codice alfanumerico per classificare le discipline di insegnamento.
Per diventare docente, infatti, bisogna avere la giusta quantità e qualità di CFU. Le classi di concorso legati a questo titolo di studio sono:
A-18, Filosofia e Scienze Umane;
A-19, Filosofia e Storia.
Per la seconda classe di concorso il piano di studi del candidato deve essere in linea con i CFU richiesti dal MIUR. A volte può succedere di non avere tutti gli esami utili per coprire i Settori Scientifico Disciplinari (SSD). Questi sono usati per classificare l’istruzione superiore che è stata riveduta dal MIUR nel corso degli anni. Il tutto ai sensi del Decreto Ministeriale 4 ottobre 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 249 del 24 ottobre 2000 – supplemento ordinario n. 175.
Per accedere a una classe di concorso si possono aggiungere i crediti formativi mancanti e può avvenire sia tramite corsi singoli, sia attraverso master completamento classe di concorso.

Laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione online

Come scalare le graduatorie e lavorare a scuola nel 2022

Uno studente o un dipendente può scegliere di conseguire la laurea in Scienze dell’educazione e della Formazione online che risulta essere una valida alternativa alle università statali.
Così facendo il candidato può ottenere una serie di vantaggi, come:
nessun test d’ingresso;
tutor sempre disponibili per il chiarimento delle lezioni che non si sono comprese;
una piattaforma adeguata allo studio dei differenti esami da poter adoperare a proprio piacimento. Ciò alimenta la possibilità di organizzare lo studio in base alle proprie esigenze di vita;
riconoscimento dei numerosi CFU utili per presentarsi ai concorsi pubblici nazionali;
video-lezioni da poter vedere anche in differita;
sostenere gli esami con maggior frequenza rispetto a un ateneo fisico.
Affinché tutto ciò sia valido ci si deve rivolgere solo ed esclusivamente a enti riconosciuti dal MIUR.

Differenze tra Scienze dell’Educazione e della Formazione e Scienze della Formazione Primaria

Il primo titolo rappresenta una laurea di primo livello, perciò ha una durata triennale.
Il secondo titolo rappresenta una laurea magistrale a ciclo unico che abilita all’insegnamento nelle scuole primarie.
Chiariamo che per poter ottenere il ruolo a tempo indeterminato si deve superare il concorso pubblico nazionale per l’insegnamento, oltre ad avere l’abilitazione.
Di conseguenza, le differenze tra i due titoli si basano sullo scopo finale che si vuole raggiungere.
Con Scienze dell’Educazione e della Formazione si può lavorare in ambito sociale e educativo e, con l’aggiunta della giusta laurea magistrale si può insegnare nelle scuole secondarie di secondo grado.
Invece, con Scienze della Formazione Primaria si può fare il docente presso le scuole primarie d’Italia.

Inclusione e integrazione fondamentali per il percorso di laurea

La didattica dell’inclusione concerne le problematiche fisiche, psicologiche, sociali ed economiche dell’allievo, per cui chi si iscrive al percorso di studio come Scienze dell’Educazione e della Formazione sa di dover affrontare situazioni delicate. La normativa ha fatto passi da gigante nel settore, infatti la Legge n. 170 dell’8 ottobre 2010 riconosce i Disturbi Specifici dell’Apprendimento, denominati BES. In questa frase sono annessi la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia.
Indubbiamente, il ruolo del pedagogista è molto più ampio di quanto potrebbe apparire in quanto progetta la formazione dell’allievo, ma gestisce anche gli interventi da mettere sul campo. Fa della didattica dell’inclusione il proprio centro mettendo in atto interventi utili per il recupero cognitivo sia per gli adulti che per i bambini.
Chi si iscrive a Scienze dell’Educazione e della Formazione, dunque, ha le basi per affrontare diversi contesti e gli consente anche di poter lavorare in maniera efficace sia nel pubblico che nel privato.
Un documento importante in questo senso è stato emanato dal MIUR: Le linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento.

Riepilogo

Ricapitolando diciamo che le motivazioni che possono spingere una persona a intraprendere tale percorso, oltre alla laurea che dà ottime basi per il futuro lavorativo, è essere umanamente pronti a ricoprire questo ruolo.

Ecco tutti i testi per prepararsi al concorso ordinario 

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