Le nuove tecnologie consentono alle piccole scuole di esistere

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Centri Scolastici Digitali

Le nuove tecnologie consentono alle piccole scuole di esistere

Alcuni modelli ed esperienze delle scuole italiane

Mar.in.a.nd.o., un laboratorio aperto alle potenzialità dell’uso sociale e creativo dei nuovi media

La situazione di isolamento, in cui versano per gran parte dell’anno le piccole isole di Marettimo e di Levanzo (Isole Egadi), ha spinto l’Istituto Comprensivo dell’arcipelago ad individuare nell’uso delle nuove tecnologie lo strumento per superare le difficoltà legate ai difficili collegamenti con l’esterno. Il turn over degli insegnanti, assegnati annualmente alle classi delle Egadi, è un problema costante che pone una seria questione di efficacia formativa. Inoltre, l’esiguo numero degli studenti ha come risvolto un inadeguato sviluppo di abilità sociali. Per queste ragioni si è scelto di allargare i confini spazio-temporali delle piccole classi in questione, collegandole con realtà scolastiche differenti. In questo modo le lezioni svolte in una classe sono state integrate con attività a distanza. Sviluppare e mettere in rete le potenzialità partecipative di studenti lontani geograficamente attraverso l’uso di strumenti collaborativi, questa è l’idea alla base del progetto MAR.IN.A.ND.O (acronimo di Marettimo In Ambiente di appreNDimento Online), una esperienza ormai pluriennale di e-learning che vede coinvolte pluriclassi di secondaria di primo grado. All’interno di queste classi virtuali, docenti e studenti portano avanti attività didattiche sincrone e asincrone attraverso l’uso di lavagne digitali collegate in rete e un sistema dedicato di videoconferenza. Il progetto nasce in un contesto geografico periferico, finanziato con i fondi strutturali europei e supportato dall’ANSAS, che prefigge di utilizzare strumenti quotidiani di approfondimento per il miglioramento dell’offerta formativa all’interno di uno spazio di confronto e relazione tra studenti di realtà completamente diverse. In questo modo, per alcune ore a settimana, durante lo svolgersi regolare delle lezioni in Toscana, la classe di Marettimo si collega con la propria classe di riferimento. Attraverso la videoconferenza, il docente e gli alunni svolgono lezioni di musica, arte ed immagine, tecnologia, comunicando in tempo reale con il docente e gli alunni dell’altra classe lontana. La condivisione della lavagna interattiva multimediale consente, invece, di realizzare attività, spiegazioni, esercitazioni, verifiche che vengono scritte e commentate in diretta tra le scuole. Ogni classe è stata dotata di un sistema di videoconferenza, una lavagna interattiva fissata a parete, una videocamera, dei microfoni, una connessione ADSL, un proiettore posizionato su una staffa pendente dal soffitto. Le lavagne digitali sono state messe in connessione tra loro attraverso uno specifico programma. Inoltre vengono utilizzati tools del web 2.0 come il wiki e strumenti di lavoro e comunicazione di facile gestione, come SKYPE.

Le Pelagie in rete un esempio di assolvimento dell’obbligo di istruzione in un contesto isolato

La Scuola di Lampedusa, con il supporto tecnologico dell’INDIRE, ha attivato una rete ed ha allestito un ambiente on-line tra le due sedi di scuole di Lampedusa e di Linosa per superare l’isolamento degli studenti dell’isola di Linosa. Attraverso le esperienze di formazione a distanza e l’attività di ricerca educativa condotte dall’INDIRE negli ultimi cinque anni è stato possibile progettare le linee operative per la realizzazione di attività sperimentali che prevedano l’uso delle ICT come catalizzatori di processi di innovazione del sistema educativo e come strumenti di cambiamento del processo di apprendimento-insegnamento. Tra l’altro le esperienze applicate al nostro territorio marginale hanno permesso di combattere la dispersione scolastica, mettendo a punto la sperimentazione di modelli di didattica a distanza tra Lampedusa e Linosa ed in un secondo momento tra le Pelagie e qualsiasi altra scuola italiana. Il contesto in cui le scuole delle isole di Lampedusa e Linosa operano è problematico: l’assenza di altri centri di aggregazione, la difficoltà di collegamento con altre realtà favoriscono il rischio di una chiusura culturale. Da questa situazione derivano due gravi problemi: da una parte l’abbandono delle isole da parte di una percentuale crescente di studenti alla ricerca di situazioni scolastiche più stabili e di un’offerta formativa più varia, dall’altra la presenza di un alto tasso di abbandono scolastico soprattutto nel biennio della secondaria di secondo grado. L’attuazione delle attività didattiche è stata effettuata attraverso un ambiente di apprendimento predisposto ad hoc dall’INDIRE per gli studenti ed un ambiente per il gruppo di docenti coinvolti nel progetto. Sia a Lampedusa che a Linosa sono state allestite due aule, una per la prima ed una per la seconda, attrezzate con infrastrutture tecnologiche (lavagna interattiva multimediale ed un sistema di videoconferenza), che permettono la comunicazione a distanza tra Lampedusa, dove si trovano fisicamente le due classi sperimentali di liceo scientifico: la 1A e la 2A, con l’organico di tutti i docenti disciplinari previsti; a Linosa si trovano solo gli alunni di Linosa, con due tutor d’aula. La classe si compone ed inizia la sua attività quando i docenti di Lampedusa da un lato ed i tutor di Linosa dall’altro lato accendono le apparecchiature e comunicano in modo sincrono. Quindi, i docenti di Lampedusa, al suono della campanella ed in collegamento audio-video, fanno entrare i ragazzi di Lampedusa in aula e chiamano l’appello, registrando le assenze. Da questo momento inizia il normale svolgimento delle lezioni. Tutte le certezze maturate in tanti anni di esperienza si sono ribaltate e rivoluzionate. Infatti, quello che in una classe “tradizionale” funziona non sempre funziona in una classe “tecnologica”. Trovarsi a fare lezione con due gruppi di ascolto comporta un’attenzione decuplicata da parte del docente che deve da un lato gestire la lezione e dall’altro non perdere l’attenzione dei discenti, che va catturata non solo in classe ma anche a distanza. Sicuramente è stato necessario cambiare l’atteggiamento del docente, che si è dovuto rimettere in gioco per tentare di convivere e sfruttare al meglio le strumentazioni con cui interagire. Per esempio è stato necessario abbandonare una posizione statica e muoversi all’interno dell’aula in modo da rivolgersi ora alla classe ora alla webcam; far intervenire spesso i ragazzi durante la lezione in entrambi i siti per far si che l’attenzione resti sempre alta; sfruttare la LIM, che viene condivisa in tempo reale, per fare lezioni multimediali con tutto ciò che la rete e la didattica multimediale aggiungono ad una lezione tradizionale. Un aiuto sostanziale ci è stato dato dai due docenti tutor, di matematica e di italiano in servizio a Linosa. I ragazzi, dopo aver superato l’impatto iniziale, hanno assimilato la novità, si sono abituati e seguono le lezioni a un ritmo identico a quello di una classe tradizionale. In più sanno usare tutta la strumentazione e la LIM ormai è per loro la “lavagna”.

 

 

 

 

 

ERRE CUBO – SCUOLE IN RETE E RETI DI SCUOLE NELL’ISTRUZIONE SUPERIORE

 

Erre Cubo è un progetto pilota che intende valorizzare gli Istituti d’Istruzione Superiore delle aree montane e svantaggiate della Toscana. Attraverso l’infrastruttura tecnologica gli Istituti coinvolti possono svolgere attività didattiche e formative in maniera sinergica.

Si tratta di un progetto che si pone l’obiettivo di favorire la valorizzazione di elevati standard della formazione e della qualità dell’istruzione, operando per il raggiungimento di un livello di eccellenza nella didattica, attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie e metodologie educative atte a favorire l’integrazione tra istituti scolastici di differenti territori, anche in luoghi geografici svantaggiati. In tal modo si cerca anche di risolvere, in linea con le indicazioni del MIUR, alcuni problemi delle scuole dei Comuni Montani, che rischiano di subire gli effetti di un digital divide territoriale, consentendo agli studenti di svolgere lezioni a distanza grazie al supporto di lavagne interattive e sistemi di teleconferenza in sincrono.

Erre Cubo ha come potenziali destinatari tutti gli IIS della Regione Toscana. In questa prima fase sperimentale sono coinvolti gli Istituti di tre aree montane – Aulla (Liceo Classico Leopardi), Barga (Liceo Classico Ariosto)e Massa Marittima (Liceo Classico S. Bern Albizzeschi) – nelle quali le tematiche del disagio scolastico sono più forti.

La rete viene utilizzata nella gestione dei quattro progetti attivati (per l’ambito linguistico-comunicativo: A scuola di giornalismo e A scuola di immagini; per l’ambito storico-archeologico: Culture a contatto: la memoria dei popoli; per l’ambito didattico trasversale: L’utilizzo della multimedialità nella didattica delle lingue antiche), in due modi: uno “non strutturato” per farsi conoscere e scambiare idee; un secondo “strutturato” per assistere incontri con esperti, a conferenze ecc. La partecipazione ad una comunità allargata può infatti coinvolgere maggiormente i ragazzi, rendendoli attori responsabili del proprio processo di apprendimento, in un “anfiteatro telematico” che trasforma lo studente in “ricercatore collettivo”.

 

 

 

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