AI COMMISSARI DEL CONCORSO A CATTEDRA DICIAMO:   DIMETTETEVI TUTTI!
Nelle ultime settimane notizie di denunce e proteste da parte dei docenti che si sono candidati a far parte delle Commissioni giudicatrici del concorso a cattedra e che sono attualmente impegnati nel lavoro di correzione degli elaborati scritti.
Molti commissari lamentano i turni massacranti di lavoro predisposti dai Presidenti delle commissioni per portare a termine le operazioni entro i tempi stabiliti dall’Amministrazione. Infatti, per concludere tutte le operazioni entro il 31 Agosto e per garantire le relative immissioni in ruolo e il corretto avvio del prossimo anno scolastico, le commissioni si sono riunite tutti i pomeriggi, anche nei fine settimana, molto spesso con disagi enormi anche sul piano dei trasporti per recarsi nei capoluoghi di regione (sedi di correzione in plenaria delle prove), senza che fosse previsto un esonero dal servizio e con tutto il peso del carico di lavoro svolto quotidianamente.
Qualche commissario protesta contro i miseri compensi spettanti e lo svilimento (economico) della professione docente: 209 euro forfettari e 0,50 centesimi ad elaborato corretto e candidato esaminato a fronte di un’intera estate senza ferie; altri ancora si oppongono al famigerato “spirito di servizio” con cui sono stati chiamati a servire l’Amministrazione dai funzionari dei rispettivi Uffici Scolastici Regionali.
Tutti si chiedono dove sia finita la dignità della “professione”, quanto valga in termini sociali, per quanto ancora debba essere considerata una professione “privilegiata” a causa della tanto errata quanto diffusa convinzione che i mesi estivi siano totalmente di vacanza e che le ore di servizio settimanali ammontino alle sole 18 ore di lezione in classe.
Tutte le rimostranze dei commissari sono giuste, ma vogliamo ricordare loro che l’espletamento di questa funzione non è obbligatorio, che nessuno li ha costretti a produrre domanda di partecipazione ad una selezione ingiusta nella sostanza e approssimativa nella forma, che si sono in qualche modo “prestati” ad un iniquo gioco delle parti in cui hanno valutato i propri pari – colleghi precari in moltissimi casi con decenni di esperienza –, che in moltissimi casi hanno “selezionato” senza la dovuta attenzione, dedicando pochi minuti per la correzione di ogni elaborato a causa dei tempi strettissimi e delle gravi pressioni sul portare a termine il lavoro di correzione a discapito di una dovuta valutazione scrupolosa delle prove.
I commissari sono ostaggi delle loro stesse motivazioni che li hanno portati a svolgere un compito lesivo dell’altrui dignità e professionalità.
Per il trattamento subito, per rispetto nei confronti del propio e dell’altrui lavoro, per bloccare di fatto questo concorso truffa che, lungi dall’aumentare la qualità dell’istruzione, umilia e mortifica tutti i docenti della scuola statale invitiamo tutti i commissari con tutta la loro stanchezza e lo sdegno di cui sono capaci a compiere un gesto di protesta concreto: DIMETTETEVI TUTTI!

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