HomeScuolaMobilità e vincoli: due nodi da sciogliere. Editoriale di Libero Tassella

Mobilità e vincoli: due nodi da sciogliere. Editoriale di Libero Tassella

Mobilità personale della scuola, due nodi da sciogliere

Nodo numero uno. Vincolo triennale per i docenti immessi in ruolo il primo settembre scorso nella scuola in cui sono titolari.

Nodo numero due. Vincolo triennale nella scuola ottenuta per mobilità (trasferimento o passaggio di cattedra o di ruolo) interprovinciale con qualsiasi preferenza ottenuta sia essa analitica ( singola istituzione scolastica) sia essa sintetica ( distretto, comune, provincia).

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Non sappiamo se la prossima settimana, dopo l’incontro politico chiesto da tutti i sindacati il 17 febbraio, riprenderà la trattativa e se si scioglieranno entrambi i nodi, ovvero solo uno, quale? O non se ne scioglierà nessuno.

In questa ultima ipotesi si arriverebbe all’atto unilaterale con la pubblicazione dell’OM, giustificato dal Ministero come necessario per avviare l’apertura del nuovo anno scolastico 23/24, sappiamo che la mobilità del personale docente e ATA è operazione preordinata rispetto alle immissioni in ruolo, quindi alle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie e infine alle supplenze al 31 agosto e al 30 giugno attribuite dagli AATT provinciali.

Chi scrive non crede all’atto unilaterale, non converrebbe né gioverebbe a nessuno, ma non crede nemmeno che il Ministero sia intenzionato a sciogliere entrambi i nodi, al limite sarà disponibile a sciogliere un solo nodo. Una situazione di compromesso, all’italiana.

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L’unico sindacato che al momento ha dichiarato “apertis verbis” che non firmerà neppure con un solo nodo è la Uil Scuola RUA.

Se il Ministero porterà al tavolo una situazione di compromesso con un solo nodo, io credo che il fronte sindacale si dividerà.

Potrebbe essere sciolto ad esempio il nodo per gli immessi in ruolo 22/23, oppure quello dell’interprovinciale, nel primo caso però con l’impegno di riaprire la partita vincoli se fosse riscritto il PNRR dove ad oggi i vincoli sono legati alla continuità didattica, a tal proposito è stato chiesto anche un parere dell’Europa che ancora deve arrivare.

Intanto è prevista, dopo il nulla di fatto del 17, anche una pressione di esponenti di maggioranza di governo presso il Ministro Valditara.

Non dimentichiamo che questo è un governo politico che a differenza del precedente deve rispondere ai partiti che a loro volta devono rispondere agli elettori che li hanno votati lo scorso settembre.

Orbene FdI con Bucalo e Fassinetti e la Lega con Pittoni la scorsa Legislatura e in campagna elettorale nonché in questa legislatura, vedasi emendamento Bucalo FdI e altri bocciato al Senato in prima commissione in fase di conversione del Milleproroghe, si sono spesi, si sono battuti contro i vincoli, introdotti dalla 159, riformulati dalla 106 e ribaditi nel DM 36 in nome di una malintesa ed erronea convinzione che legherebbe i vincoli nella mobilità alla continuità didattica, cosa non vera come vado sostenendo da tre anni ormai.

Libero Tassella.

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