L’idea dei percorsi di specializzazione INDIRE dedicati ai docenti con anni di esperienza nel sostegno rappresenta una delle innovazioni più significative nel panorama educativo italiano. Questo progetto, che mira a riconoscere il valore dell’esperienza pratica e a semplificare l’iter burocratico per chi già opera nel settore, si configura come una risposta concreta all’emergenza nazionale legata al sostegno scolastico.
Tuttavia, il ritardo nell’avvio del secondo ciclo solleva interrogativi. Tra le ipotesi, emerge la necessità di gestire con cautela l’impatto sulle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) 2026/2028, evitando inserimenti massivi in momenti critici. Inoltre, l’impegno delle università partner e dei formatori, già coinvolti in altri percorsi abilitanti, potrebbe rappresentare un ulteriore ostacolo logistico.
Nonostante le difficoltà, il modello INDIRE rimane una soluzione promettente per stabilizzare il precariato e garantire qualità nel sostegno scolastico. È fondamentale che il Ministero superi le sfide organizzative per far decollare un progetto così importante, offrendo ai docenti l’opportunità di contribuire a un sistema educativo inclusivo e stabile.
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