HomeComunicato StampaPITTONI (LEGA), NARRAZIONE CONTRO CORSI INDIRE SOSTEGNO NON REGGE

PITTONI (LEGA), NARRAZIONE CONTRO CORSI INDIRE SOSTEGNO NON REGGE

Riceviamo e pubblichiamo

«Non è complicato smontare la narrazione interessata contro i corsi INDIRE di specializzazione sul sostegno:

1. L’equiparazione dei titoli violerebbe il parametro dei CFU (40 vs 60).

Risposta: i 20 CFU “mancanti” corrispondono al Tirocinio. Nel sistema universitario il tirocinio simula l’esperienza in classe; i docenti INDIRE l’esperienza l’hanno già ed è reale, certificata e pluriennale. Sostenere che il servizio non equivalga ai crediti di tirocinio nega il principio della sostituibilità tra pratica e teoria solitamente presente negli ordinamenti professionali.

2. I titoli INDIRE non sarebbero “universitari”.

Risposta: i corsi sono erogati dalle stesse Università che gestiscono il TFA o in convenzione con esse. La “firma” dell’INDIRE non inficia la qualità scientifica del percorso, che è validato dal MUR. Contestare l’INDIRE significa contestare la validità formativa dell’ente INDIRE e degli Atenei che gestiscono i corsi.

3. L’equiparazione dei titoli sarebbe “irragionevole”.

Risposta: irragionevole sarebbe ignorare l’esperienza acquisita. Il sistema VAE (Validation des Acquis de l’Expérience), pilastro dell’Unione Europea, impone agli Stati Membri di riconoscere le competenze professionali maturate sul campo come equivalenti a quelle accademiche. Il percorso INDIRE è la corretta applicazione di una norma sovranazionale che prevale su interpretazioni restrittive del diritto interno.

4. L’analogia con i percorsi abbreviati su materia non reggerebbe in quanto l’INDIRE è una “prima specializzazione”.

Risposta: l’analogia è invece perfetta sul piano della flessibilità del sistema. Se lo Stato accetta che un docente si abiliti con meno CFU perché ha già altri titoli, deve anche accettare che un docente si specializzi con meno CFU perché ha già il servizio. In entrambi i casi il sistema riconosce una “competenza pregressa”. Negarlo solo per il sostegno sarebbe un atto discriminatorio verso i precari storici.

Conclusioni: si utilizzano tecnicismi che ignorano la realtà del precariato scolastico. L’accanimento nel cercare “vizi di forma” o “difetti di istruttoria” alimenta una guerra tra colleghi (TFA vs INDIRE) che non giova certo alla qualità dell’inclusione scolastica». Così sulla sua pagina Facebook il responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega Mario Pittoni, già presidente della commissione Cultura al Senato.

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