Il sistema scolastico italiano sta affrontando una trasformazione senza precedenti nel comparto dell’inclusione. Secondo le ultime rilevazioni sindacali del febbraio 2026, si registra un vero e proprio boom di supplenze con oltre 15.000 nuovi contratti sottoscritti per i docenti di sostegno.
Se da un lato questo dato conferma l’attenzione crescente verso il diritto allo studio degli alunni con disabilità, dall’altro mette a nudo la fragilità di un sistema che regge ancora sulla precarietà delle “cattedre in deroga”. Ecco l’analisi tecnica della situazione e cosa prevede la road map verso la stabilizzazione UE entro il 2028.
L’anno scolastico 2025/2026 segna il picco massimo di docenti di sostegno impiegati con contratti a tempo determinato. L’analisi condotta dai principali sindacati di categoria evidenzia come il numero di cattedre in deroga — ovvero i posti istituiti dopo il 1° settembre per rispondere all’aumento delle certificazioni — sia cresciuto del 12% rispetto all’anno precedente.
Perché le cattedre in deroga continuano a crescere?
Il fenomeno è strutturale: ogni anno il numero di alunni con disabilità aumenta, ma i posti in organico di diritto (quelli stabili per le immissioni in ruolo) restano ancorati a parametri burocratici rigidi.
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Il paradosso del sostegno: Mentre i posti comuni calano per il calo demografico, il sostegno necessita di sempre più specialisti.
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Le 15.000 nuove nomine: Questi contratti sono stati assegnati tramite le GPS (Graduatorie Provinciali per le Supplenze) e, in molti casi, attraverso le cosiddette MAD e gli Interpelli, vista l’esaurimento dei docenti specializzati in molte province del Nord.
La vvolta UE 2028: verso la stabilizzazione
L’Unione Europea ha acceso un faro sulla gestione del precariato scolastico italiano. La Commissione Europea ha chiesto all’Italia di superare l’abuso dei contratti a termine, ponendo un obiettivo chiaro entro il 2028:
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Trasformazione dei Posti: Convertire almeno il 70% dei posti in deroga in posti di diritto. Questo permetterebbe di assumere docenti a tempo indeterminato invece di ricorrere a supplenti ogni anno.
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Continuità Didattica: La stabilizzazione dei ruoli è l’unico strumento per garantire che lo stesso insegnante segua l’alunno per l’intero ciclo scolastico, evitando il valzer delle cattedre che ogni settembre penalizza le famiglie.
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Fondi PNRR: L’Italia dovrà utilizzare le risorse residue del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per finanziare la formazione di nuovi specializzati tramite i TFA Sostegno.
Cosa cambia per i precari nel 2026?
Per i 15.000 docenti appena contrattualizzati, la situazione resta ambivalente. Sebbene il lavoro non manchi, la natura del contratto (fino al 30 giugno) impedisce la maturazione di scatti di anzianità pieni e la stabilità economica.
Tuttavia, le novità legislative del 2026 offrono nuove speranze:
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Conferma dei docenti specializzati: Si discute un decreto per permettere alle famiglie di richiedere la conferma del supplente specializzato dell’anno precedente, garantendo continuità nonostante la precarietà del contratto.
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Percorsi abilitanti veloci: L’attivazione di percorsi da 30 CFU per chi è già in possesso di un’altra abilitazione sta permettendo a molti docenti di “spostarsi” sul sostegno in modo regolare.
| Anno Scolastico | Contratti in Deroga (Stima) | Trend |
| 2023/24 | 108.000 | In crescita |
| 2024/25 | 115.000 | Stabile |
| 2025/26 | 130.000 | Boom (+15.000) |
Il ruolo dei sindacati: “Posti in deroga sono posti fantasma”
Le organizzazioni sindacali denunciano che l’uso massiccio della deroga è un risparmio apparente per lo Stato, che evita di pagare le mensilità estive (luglio e agosto), ma che si traduce in un danno sociale enorme. La richiesta al Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) è quella di anticipare la “svolta UE” già al 2027, aumentando i contingenti per le prossime immissioni in ruolo da GPS I Fascia.
L’emergenza diventa norma
Il boom di supplenze sul sostegno nel 2026 non è più un’emergenza, ma la norma del sistema istruzione. La sfida per i prossimi due anni sarà trasformare questi 15.000 contratti precari in 15.000 docenti di ruolo, garantendo finalmente quella dignità professionale e didattica richiesta a gran voce dall’Europa e dalle associazioni delle famiglie.
Sei un docente di sostegno con contratto al 30 giugno e vuoi sapere quali sono le reali possibilità di stabilizzazione nella tua provincia con il nuovo piano UE 2028?
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