Il secondo ciclo del TFA Sostegno Indire rappresenta un’importante opportunità per i docenti che desiderano conseguire la specializzazione sul sostegno. Con l’aggiornamento normativo introdotto dal decreto n. 75 del 2025, sono stati definiti nuovi criteri di accesso, ampliando le possibilità per il personale scolastico precario di ottenere la tanto ambita stabilizzazione.
Requisiti di Accesso per i Docenti Triennalisti
Una delle principali novità riguarda i docenti con almeno tre anni di servizio. Per partecipare al TFA Sostegno Indire, è necessario aver accumulato tre annualità di servizio sul sostegno negli ultimi otto anni, escludendo l’anno scolastico in corso. Per “annualità” si intende almeno 180 giorni di servizio o un incarico continuativo dal 1° febbraio fino al termine degli scrutini finali. Il servizio può essere stato svolto presso scuole statali o paritarie.
Il decreto ha inoltre prorogato al 31 dicembre 2026 il termine per il conseguimento del titolo, offrendo così maggiore flessibilità ai candidati.
Distribuzione dei Posti e Costi di Iscrizione
Il Ministero dell’Istruzione ha definito il contingente dei posti disponibili per il secondo ciclo del TFA Sostegno, basandosi sulle esigenze di personale non specializzato. La suddivisione dei posti è la seguente:
- Scuola dell’infanzia: 8.764 posti
- Scuola primaria: 31.042 posti
- Secondaria di primo grado: 12.798 posti
- Secondaria di secondo grado: 7.492 posti
Il costo di partecipazione per i docenti triennalisti è fissato a 1.300 euro. Inoltre, è prevista una clausola di precedenza per coloro che, pur avendo presentato domanda nel primo ciclo, non sono rientrati nei contingenti autorizzati.
Percorsi per Docenti con Titolo Estero
Un’attenzione particolare è rivolta ai docenti che hanno conseguito il titolo di specializzazione all’estero. Per accedere al secondo ciclo del TFA Sostegno Indire, è necessario aver presentato la domanda di riconoscimento del titolo entro il 24 aprile 2025. Inoltre, deve essere trascorso il termine di quattro mesi previsto per la risposta ministeriale senza che sia stato emesso un diniego formale.
Questa misura ha l’obiettivo di regolarizzare la posizione di numerosi professionisti in attesa di validazione delle proprie competenze, favorendo così l’inserimento nel sistema educativo italiano.
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