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Autonomia scolastica, UIL Modena: un diritto da difendere, non un campo di battaglia politica

ITI Fermi, UIL Scuola: l’autonomia scolastica non si piega alla politica. Polemiche surreali su un progetto scolastico approvato dagli organi collegiali: sulla didattica decide la scuola, mentre la politica continua a tacere sulle vere emergenze dell’istruzione

C’è qualcosa di profondamente inquietante nel modo in cui la scuola italiana, luogo per eccellenza di formazione e crescita civile, si trovi sempre più spesso al centro di polemiche strumentali. L’ultimo caso dell’ITI Fermi di Modena, criticato per un progetto didattico dedicato al tema “Identità e fede islamica”, è l’ennesimo esempio di come l’autonomia scolastica venga messa sotto assedio da dibattiti politici che nulla hanno a che vedere con la missione educativa.

La vicenda è chiara nei suoi contorni: l’iniziativa è stata approvata dagli organi collegiali della scuola, nel pieno rispetto delle regole. Collegio docenti, Consiglio d’istituto e Consigli di classe hanno deliberato un progetto che, al di là del tema specifico, mira a promuovere il dialogo interculturale e la comprensione reciproca. Non c’è nulla di arbitrario né tantomeno ideologico in tutto questo. È semplicemente il lavoro quotidiano di una scuola che si sforza di formare cittadini consapevoli, capaci di vivere in una società pluralista.

Eppure, anziché riconoscere e rispettare questa autonomia, si è scatenata una polemica che sembra più interessata a raccogliere facili consensi che a discutere seriamente di istruzione. È grave che si cerchi di interferire con decisioni prese in modo legittimo, svilendo il ruolo degli educatori e degli organi scolastici. Ancora più grave è che tutto ciò avvenga mentre le scuole italiane affrontano problemi ben più urgenti: carenze di personale, edifici fatiscenti, mancanza di risorse per garantire un’istruzione adeguata a tutti.

Dario Catapano, responsabile territoriale della UIL Scuola Modena, lo ha detto chiaramente: “La politica farebbe bene a occuparsi delle vere emergenze della scuola”. E come dargli torto? Mentre si discute inutilmente su un progetto educativo che rispetta pienamente i principi costituzionali, migliaia di studenti restano senza insegnanti di sostegno o frequentano scuole che non garantiscono neanche gli standard minimi di sicurezza.

La Costituzione italiana parla chiaro: l’Italia è uno Stato laico che tutela la libertà religiosa e promuove il rispetto delle diversità. È proprio su questi valori che la scuola dovrebbe fondare il suo insegnamento. Parlare di identità e fede islamica – così come di qualsiasi altra religione o cultura – non significa fare propaganda, ma educare al rispetto e alla comprensione. Significa preparare i giovani a vivere in un mondo complesso, dove le differenze non devono essere motivo di conflitto ma opportunità di crescita.

L’autonomia scolastica non è un privilegio, ma una necessità per garantire un sistema educativo libero da pressioni esterne. È un pilastro della democrazia e va difesa con forza da chiunque creda nell’importanza dell’istruzione come strumento di emancipazione e coesione sociale.

Lasciamo che la scuola faccia il suo lavoro. E lasciamo che la politica si occupi delle vere emergenze.

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