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Caro energia, bollette quadruplicate: urge un miliardo altrimenti potrebbero bloccarsi tram, uffici e scuole.

Il caro energia può mettere a rischio il funzionamento invernale delle scuole, la denuncia arriva dai sindaci

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Il preallarme dei Comuni

I sindaci hanno annunciato che servirebbe almeno un miliardo, da stanziare con la prossima Legge di Bilancio, per evitare che le ditte fornitrici di energia interrompano la distribuzione. I costi dell’energia, a breve, non saranno più sostenibili e la mancanza di fondi porterebbe ad un’interruzione della fornitura ed i primi ad essere fermati sarebbero i tram, i siti della pubblica amministrazione e le scuole.
I contratti di approvvigionamento dell’energia non sono favorevoli per i Comuni d’Italia, ma la situazione è critica soprattutto per il Meridione. Il problema è stato rappresentato dal presidente dell’Anci Antonio Decaro e il delegato alla Finanza Locale Alessandro Canelli che stanno lavorando, insieme agli altri sindaci, a un pacchetto di proposte da presentare al governo per far fronte all’emergenza caro bollette. Nella giornata di ieri Canelli ha sollecitato lo stanziamento di almeno 1 miliardo di euro, da far entrare nelle casse dei comuni a brevissimo tempo, per evitare la chiusura dei servizi e la sopravvivenza delle fasce sociali più deboli, svenate dai prezzi schizzati alle stelle delle bollette. Prosegue Canelli: “si corre il rischio concreto di dover fermare i tram, tenere parti delle città al buio, spegnere le luci sui monumenti e tagliare i riscaldamenti negli uffici pubblici e nelle scuole “.
Nelle casse dei Comuni gli 820 milioni di risorse, stanziate dall’Esecutivo Draghi, sono state già pienamente utilizzate a causa delle maxi bollette, superando 1,6 miliardi.

Matteo Ricci sindaco di Pesaro: costi quadruplicati

Matteo Ricci, sindaco di Pesaro e presidente di Ali, dichiara: “la situazione per i Comuni italiani è drammatica. Il governo uscente e quello entrante collaborino per trovare velocemente una soluzione. I costi sono quadruplicati “. Pesaro è passata da una spesa energetica di 1,2 milioni a oltre 4,5 milioni. Lo spegnimento delle luci? Rende le città insicure e non c’è grande risparmio. Ci vuole una risposta forte”.

Esposto contro ignoti in provincia di Nuoro

A Bari Sardo, in provincia di Nuoro, il sindaco Ivan Mameli, ha presentato un esposto contro ignoti alla Procura di Lanusei proprio a seguito dei rincari dell’energia che lo hanno indotto, già un mese fa, ad emettere una ordinanza per il taglio dell’illuminazione pubblica.
“Nell’annualità 2020 l’amministrazione di Bari Sardo ha sopportato costi per l’energia di circa 100mila euro, a fine 2022 le spese elettriche dovrebbero attestarsi intorno a 275mila euro – ha scritto il sindaco nell’esposto – A causa di questi aumenti lo scrivente ha dovuto emanare una ordinanza per la riduzione del 30% l’erogazione dell’illuminazione pubblica, ha dovuto cancellare interventi per la manutenzione stradale e ha dovuto ridurre l’erogazione di ulteriori servizi alla cittadinanza”.
Inoltre, “è a rischio la stessa pubblica sicurezza per la compromissione della coesione sociale”. “Non abbiamo nessuna intenzione di restringere ancora i servizi alla cittadinanza”, ma “vogliamo capire è se l’enorme rincaro dei prezzi sia legale. Quel che è certo è che per noi non sono sostenibili”.
Il sindaco ha chiesto “immediatamente l’interruzione di questa condotta prima di vederci costretti a chiudere le mense dell’asilo o i servizi nelle scuole. I cittadini bussano ogni giorno alla porta degli amministratori e noi non siamo in grado di dare risposte – ha concluso Mameli – chi ha l’autorità e le competenze per farlo, intervenga immediatamente”.

Dopo i Comuni, l’allarme delle Regioni: caro gas, elettricità, carburanti e rischio tagli sanità
Le Regioni spiegano che l’aumento di questi costi “va coperto” perché non si può penalizzare un settore come la sanità per il quale, oltretutto, non c’è la totale copertura delle spese legate al Covid.
Già ad inizio settembre i governatori avevano proposto di sostenere al meglio la proposta di un tetto europeo al prezzo del gas, fissando quindi un tetto nazionale, “anche valutando uno scostamento di bilancio”, per farsi carico dell’80% degli extracosti sostenuti da imprese e famiglie e “favorire la ricerca sul nucleare pulito”.
Avevano anche proposto l’estensione della rateizzazione delle bollette scadute a giugno, per una durata di massimo 10 mesi, dissociare il prezzo della luce da quello del gas, sterilizzare oneri, accise e Iva sugli aumenti indiscriminati di gas, energia elettrica e carburanti.

Spostamenti a rischio: coinvolte anche le scuole

Il caro carburante potrebbe ostacolare gli spostamenti dei docenti, dei presidi e del personale Ata, oltre che di moltissimi studenti superiori e di una parte di quelli degli altri cicli scolastici.
Il nuovo Governo dovrà presto affrontare una emergenza energetica senza precedenti e adottare misure più significative ai rischi esposti dai sindaci e governatori che, tra non molte settimane, potrebbero trasformarsi in triste realtà.

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