Le cariche della Polizia hanno celebrato un amaro gemellaggio tra Napoli e Milano, capitali di un’Italia che, a Nord come a Sud, assiste con orrore alla ri-fascistizzazione della vita associata e all’umiliazione dei templi profani del sapere e del confronto democratico: le Università e le Scuole. A Milano, gli studenti che occupavanogli spazi della libreria dell’Ex Cuem sono stati sgomberati e manganellati come pericolosi criminali (si contano almeno tre feriti tra i ragazzi), mentre durante tutta la giornata di oggi, prima davanti alla Prefettura e poi per le vie di Napoli, si è scatenata una sorta di “caccia” allo studente, innescata e alimentata da provocazioni e violenze di chiara matrice neofascista.
Tutto ciò, in occasione della visita del neoministro della Pubblica Istruzione Carrozza, coincidente con la prima giornata di “somministrazione” delle contestate e anticostituzionali prove INVALSI, strumento di asservimento delle menti a un progetto padronale di addomesticazione sociale funzionale allo sfruttamento e alla precarizzazione dei lavoratori.
Un malinteso e vantato “pragmatismo” programmatico ha finora indotto il ministro al silenzio, tanto sulle linee della propria azione politica quanto sulle vergognose azioni compiute da una polizia scagliata con furia repressiva mirata contro precari e studenti, con l’intento evidente di criminalizzare le manifestazioni di piazza e mettere a tacere ogni voce di dissenso.
Il Coordinamento dei Precari della Scuola di Napoli esprime il proprio sgomento per l’oltraggio ulteriore inflitto agli studenti e ai compagni in lotta, nonché alla stampa, nella persona del giornalista di Napoli Urban Blog, picchiato da poliziotti che hanno anche sequestrato la telecamera con cui documentava lo sconcio. Esprime, poi, lo sdegno più profondo, unito a disgusto e a preoccupazione crescente, per il clima di intimidazione brutale che si è diffuso e che colpisce i centri di irradiazione delle idee con speciale accanimento, confermando tutte le ipotesi che da anni formuliamo circa la natura squisitamente ideologica dei tagli al settore e della forzosa riconversione in senso aziendalistico che gli ultimi governi, senza soluzione di continuità, stanno tentando in tutti i modi di attuarne, per neutralizzare il pensiero critico e il potere eversivo della Cultura.
I membri del CPS Napoli stringono in un solidale e fraterno abbraccio quanti hanno subito l’incivile e incredibile carica di oggi, e dichiarano che saranno sempre in piazza per rivendicare il diritto ad avere diritti.
I lividi lasciati dai manganelli non sono il contrassegno della nostra sconfitta, ma della loro paura della Libertà e della Fantasia.

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