Continuità sul sostegno, il docente può rinunciare?

La continuità didattica sul sostegno rappresenta una novità degli ultimi anni, una sorta di pilastro fondamentale per garantire un percorso educativo stabile agli alunni con disabilità. Per l’anno scolastico 2026/27, la normativa prevede che, su richiesta della famiglia e approvazione del dirigente scolastico, il docente possa essere confermato per proseguire il lavoro con lo stesso studente. Ma cosa succede se l’insegnante decide di rinunciare?

La conferma dell’incarico non è automatica: il docente deve esprimere esplicitamente la propria accettazione durante le operazioni estive di assegnazione delle supplenze. In caso di rinuncia, la cattedra torna disponibile e viene riassegnata secondo le procedure ordinarie, senza alcuna penalizzazione per l’insegnante. La normativa, infatti, non prevede sanzioni per chi decide di non proseguire, garantendo comunque la possibilità di concorrere per altri incarichi tramite le graduatorie.

La questione solleva riflessioni sulla necessità di equilibrare i diritti dei docenti con il bisogno di stabilità educativa degli studenti. La continuità è essenziale, ma deve convivere con la libertà professionale e le scelte personali degli insegnanti. Un tema che merita attenzione per migliorare l’efficacia del sistema scolastico.

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