Spending review, tenere alta la guardia

Attendiamo di verificare se il decreto sulla spending review uscirà dal Consiglio dei Ministri depurato, per quanto riguarda la scuola, dalle più vistose brutture presenti nelle anticipazioni circolate in questi giorni: tra queste, le inquietanti ipotesi di taglio secco dei collaboratori scolastici, che riterremmo del tutto intollerabile. Ci attendiamo, inoltre, che si cancelli la vera e propria idiozia di un impiego dei docenti in esubero per supplenze brevi in ambito regionale.
La Cisl ha ribadito con forza, anche in queste ore, la richiesta di non sottrarre ulteriori risorse alla scuola, dopo l’altissimo contributo (8 miliardi negli ultimi tre anni) già pagato al risanamento dei conti pubblici ed è pronta a contrastare duramente misure che intervengono in modo forzoso sulle modalità di utilizzo del personale, ignorando fra l’altro le prerogative contrattuali in materia e i positivi risultati che la contrattazione ha sempre consentito di ottenere nell’impiego ottimale e produttivo del personale in esubero.
Lo stesso vale per il pesante intervento sui docenti inidonei, così come si decide “a freddo” un drastico taglio del personale all’estero, da sempre importante fattore di presidio della cultura italiana nel mondo.
Per queste ragioni la Cisl Scuola – in stretto raccordo con le altre categorie del lavoro pubblico – manterrà comunque alta la vigilanza e l’iniziativa nella fase di conversione in legge del decreto, convinta che la concertazione con le parti sociali e le sedi negoziali devono essere fortemente valorizzate se davvero si vuole un’efficace revisione della spesa, e non un’ottusa e ingiusta politica di tagli lineari.
Continuiamo nel frattempo a premere perché si definisca al più presto il numero delle assunzioni da farsi per l’anno scolastico 2012/13, in coerenza con gli obiettivi e i criteri del piano triennale ottenuto lo scorso anno: stabilizzare il lavoro, assumere a tempo indeterminato su tutti i posti vacanti e disponibili.
Sull’istruzione e la formazione il Paese deve tornare a investire, e lo si può fare anche utilizzando le risorse recuperate con un’accorta politica di individuazione ed eliminazione degli sprechi. Questo vogliamo che sia la spending review, pronti a contrastare con forze ogni inaccettabile penalizzazione della scuola pubblica e di chi ci lavora.

Roma, 6 luglio 2012

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