I DOCENTI FASE C A TEMPO INDETERMINATO CHIEDONO UNA MOBILITAZIONE A TUTTO IL MONDO DELLA SCUOLA

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    immissioni in ruolo da gae

    COMUNICATO 09\01\2017 – In merito all’intesa politica sulla mobilità dei docenti stabilita tra sindacati confederali e Miur, I docenti di ruolo assunti in Fase C lo scorso anno scolastico 2015-2016, hanno accolto con soddisfazione la deroga al vincolo triennale per la richiesta di trasferimento e l’abolizione delle fasce in sede di mobilità, richieste avanzate sin da subito dai vari gruppi organizzati dei docenti di ruolo Fase C.

    Potersi trasferire tutti in un’unica fase, rispettando solo ed esclusivamente il punteggio maturato con i titoli e il servizio e i diritti della 104, ci sembra un passo avanti nel solco dell’equità di trattamento di docenti che posseggono i medesimi requisiti, la medesima formazione e, dunque, hanno maturato i medesimi diritti. La disparità di trattamento decretata dal comma 108, dell’art 1 della L 107 e dal successivo CCNI (firmato da Miur e sindacati confederali) era infatti sotto gli occhi di tutti e non poteva passare sotto silenzio con questo muovo ministro.

    Siamo anche soddisfatti rispetto alla possibilità di ottenere la titolarità su scuola e anche di vederci riconosciuto il servizio pre-ruolo.

    Ciò che non ci convince affatto è, invece, il carattere di eccezionalità di tali future prospettive. Ci chiediamo infatti: a) cosa accadrà a coloro che non otterranno il trasferimento in quest’anno, vista l’esiguità dei posti? B) quale sarà il destino di chi pure riuscirà a trasferirsi nella provincia di provenienza e dovesse risultare soprannumerario il prossimo anno scolastico o dovesse essere costretto a trasferirsi di nuovo?

    Insomma , notiamo che l’impianto della legge 107 è ancora intatto e che manca la volontà politica, sia da parte del MIUR (la Ministra Fedeli ha dichiarato di voler andare avanti con la legge 107) che dei sindacati maggiormente rappresentativi, di smantellarlo. Cosa che noi invece chiediamo a gran voce.
    Nell’ultimo punto dell’intesa è stato infine previsto, così come dichiarano i sindacati firmatari

    – che le procedure per l’assegnazione dei docenti dagli ambiti alle scuole saranno uguali su tutto il territorio nazionale;
    -che i requisiti che le scuole potranno indicare verranno stabiliti a livello nazionale e dovranno essere deliberati dal collegio docenti di ogni singola scuola in coerenza con il PTOF.

    Ma, noi ci chiediamo, chiamata diretta e ambiti non sono in discussione?

    E’ chiarissimo, dunque, con questo passaggio, che LA CHIAMATA DIRETTA , modalità di reclutamento illegittima nel settore pubblico dove si accede per concorso , e che lo equipara nei fatti al settore privato NON E’ affatto SUPERATA ma solo TEMPORANEAMENTE NORMATA, cosa che peraltro creerà disparità anche nel reclutamento, con scuole che chiameranno secondo parametri stabiliti, sì, dai collegi, ma diversi da scuola a scuola ed altre che vedranno assegnarsi docenti dagli uffici regionali. Si tratta, in maniera evidente, di una mediazione al ribasso rispetto a ciò che TUTTA la scuola pubblica statale chiedeva col grande sciopero unitario del 5 maggio 2015 e cioè un definitivo dietro front rispetto allo strapotere dei presidi.

    Comprendiamo bene lo spirito di questa intesa da “parziale risarcimento del danno”, quello subito dalla scuola e dai lavoratori a causa della L 107, ma non possiamo che essere anche noi solo parzialmente soddisfatti di questo accordo perché non c’è ancora ombra, né al MIUR (e nel governo, quindi) né nei sindacati confederali, della volontà di ridare respiro e qualità tanto alla scuola che ai diritti dei lavoratori.

    Basterebbe invece dar seguito a poche chiarissime richieste della categoria :

    1) Ritiro dei tagli Gelmini, (abbassamento del numero degli alunni per classe, ripristino tempo scuola e materie tagliate, aumento tempo pieno, potenziamento del sostegno) e messa a sistema delle discipline che si è deciso di potenziare con la legge 107, con conseguente incremento della qualità dell’insegnamento e dei posti di lavoro cosi che ogni docente possa operare nella sua provincia di residenza e ogni studente sia considerato partendo dai propri bisogni formativi individuali;
    2) Ritiro della riforma Fornero e conseguente pensionamento di molti colleghi che ne posseggono i requisiti;
    3) Superamento definitivo della L 107, soprattutto dei commi riguardanti CHIAMATA DIRETTA e AMBITI TERRITORIALI (con il ritorno alla titolarità su sede per tutti i docenti), MOBILITA’ NAZIONALE e BONUS PREMIALE elementi deleteri sotto il profilo didattico e dell’omogeneità di trattamento di medesimi lavoratori e che pongono questioni di legittimità costituzionale della Legge stessa.
    4) Trasformazione di tutto l’organico di fatto in organico di diritto con sblocco totale del turn over dando tutti i posti a ruolo e a mobilità;
    5) In attesa di un progressivo riassorbimento dell’organico di potenziamento, utilizzazione delle ore di potenziamento per supportare l’offerta formativa e quindi destinare tali ore esclusivamente ad attività di insegnamento con nuova attribuzione delle discipline del potenziamento prioritariamente ad istituzioni scolastiche in cui la classe di concorso è presente nell’organico o ad istituti affini, prima che avvenga la mobilità volontaria da parte dei docenti.

    I docenti di Fase C si dissociano da qualsiasi rivendicazione corporativa e autoreferenziale , atta solo a soffiare sul fuoco della guerra tra poveri e chiedono a gran voce a tutto il mondo della scuola autorganizzato, ai sindacati e alle forze politiche che hanno a cuore la scuola , una grande MOBILITAZIONE CHE CHIEDA A QUESTO GOVERNO DI METTERE AL CENTRO DELL’AGENDA POLITICA LA QUALITA’ DELLA SCUOLA PUBBLICA STATALE E I DIRITTI DEI SUOI LAVORATORI partendo da un inequivocabile e definitivo passo indietro sulla legge 107.

    COORDINAMENTO NAZIONALE DOCENTI FASE C ( docenti a tempo indeterminato)

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