Il ministro Poletti chiede scusa

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    COMUNICATO STAMPA MIDA PRECARI – Facile, dopo aver dileggiato e offeso intere generazioni di giovani italiani, costretti dal suo e dai governi precedenti (mai eletti politicamente) a dover far fronte ad una emigrazione di massa, in quanto nel proprio Paese non solo non hanno trovato sbocchi professionali, ma non hanno neanche la speranza di trovarne.

    Ha infatti affermato: “Conosco gente che è bene sia andata via, questo Paese non soffrirà a non averli tra i piedi”. Sulla gente rimasta: “Non sono tutti dei pistola”.
    Parole inaccettabili da un Ministro.

    Facile chiedere scusa quando in ballo c’è la credibilità politica del suo partito, che già troppi consensi ha perso a causa dell’arroganza prodotta da quel “renzismo” di cui Poletti è purtroppo ancora l’esempio. La classe politica di cui fa parte ha espressamente legiferato in modo tale che l’Italia non sia più un “Paese per giovani” né tantomeno un “Paese per il merito”.

    Gli insegnanti, in particolare quelli precari, l’hanno capito dalle prime battute ma nonostante il clima cupo in cui è stata sprofondata la dignità dei lavoratori e del lavoro, hanno sempre creduto e credono che prima o poi il buonsenso possa ritornare di moda nelle Istituzioni.

    A tal proposito, leggiamo con cauto ottimismo le dichiarazioni della Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli che finalmente definisce “lavoratrici e lavoratori” i professionisti del comparto scuola e si colloca fin da subito in una posizione di ascolto, convocando per prima cosa i sindacati. Ascolto che è mancato in tutti i mille giorni del Governo Renzi e che invece è stato sostituito dalla supponenza di chi si riteneva “invincibile” facendo leva sulla paura e sull’incertezza che una eventuale crisi di Governo avrebbe portato.

    Non aveva però fatto i conti col mondo della cultura che da sempre non ha avuto paura di affermare la verità.

    Finalmente, adesso, una Ministra si mette in posizione di ascolto ed è a lei che il Mida Precari si rivolge per sciogliere gli annosi nodi inerenti alla questione del precariato scolastico (oggi più vivo che mai), accentuato dal governo precedente e complicato oltre ogni limite da assunzioni sbilenche e concorso farsesco, due fattori che hanno ostacolato pesantemente il corretto avvio d’anno scolastico e sicuramente mineranno il prossimo.

    Quali le questioni irrisolte?

    Le questioni irrisolte ma che produrrebbero immediati benefici per la scuola sono:
    – stabilizzazione tramite fase transitoria dei docenti abilitati di seconda fascia da concordare con chi la scuola la vive;
    – stabilizzazione dei docenti di terza fascia, previo percorso abilitante.

    Dopo la triste stagione passata, Mida Precari auspica un profondo rinnovamento dello staff ministeriale, a cominciare dalla nomina dei sottosegretari che speriamo non abbiano nulla a che fare con i fautori della pessima legge 107.

    Invita inoltre ad ascoltare le proposte (già depositate) per soluzioni efficaci e d’immediata realizzazione ed è fin da subito disponibile ad un confronto sereno e costruttivo, un confronto che impedisca agli insegnanti e agli italiani tutti di ritrovarsi tra qualche tempo a dire, di alcuni politici: “Conosco gente che è bene sia andata via, questo Paese non soffrirà a non averli tra i piedi” sebbene non siano tutti dei “pistola”.

    Coordinamento MIDA PRECARI

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