docenti bullizzati

 

 

Alla C.A. del Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca
Al Sottosegretario all’istruzione Salvatore Giuliano
Al Presidente della VII commissione Camera – On. Luigi Gallo
Al Presidente della VII commissione Senato – On. Mario Pittoni
Al Dott. Giuseppe Chiné
Al Dott. Rocco Pinneri
Alla Dott.ssa Maria Maddalena Novelli
Alle OO.SS. tutte

Gentile Ministro,

Le scrivo per denunciare l’incresciosa situazione in cui versa una particolare categoria di docenti: il Personale Educativo dei Convitti e degli Educandati dello Stato (classe di concorso L030, ordine di scuola PPPP).
Per tanti anni siamo stati penalizzati dalle politiche dei passati governi. Non abbiamo usufruito, infatti, di nessuna misura di contrasto al precariato, come invece avvenuto per le altre categorie di docenti.
Gli Educatori dei convitti sono, infatti, docenti inseriti a pieno titolo in GaE che hanno ottenuto l’abilitazione a seguito di concorso pubblico indetto dallo Stato (l’ultimo espletato con D.D.G.
2000). Nonostante tutto, la figura resta relegata al margine delle politiche scolastiche, infatti anche quest’anno, purtroppo, sono state autorizzate appena 46 assunzioni su circa 400 posti vacanti.
Tutto questo risulta assurdo, a fronte delle oltre 60.000 assunzioni autorizzate dal MEF tra personale docente e ATA. Oggi, dai giornali, abbiamo appreso inoltre che migliaia di cattedre, destinate alle assunzioni, sono andate deserte (alcune sigle sindacali riportano circa 25.000).
Noi educatori precari aspettiamo da 16 anni la stabilizzazione e riteniamo un’ingiustizia l’esiguità del numero di assunzioni autorizzate quest’anno, soprattutto in considerazione dei numeri sopraccitati.
Un piano di assunzioni straordinario che immetta in ruolo almeno tutti gli educatori su posto vacante, non rappresenterebbe, quindi, un aggravio di spesa per il Governo; si tratterebbe, semplicemente, di riassegnare quei posti andati deserti al Personale Educativo.
La nostra unica colpa è quella di essere relativamente in pochi, e, quindi di non godere della considerazione delle istituzioni politiche e sindacali, rivolta, invece, alle categorie che vantano grandi numeri.
Siamo stanchi di non essere considerati la priorità, pur svolgendo un ruolo di notevole importanza all’interno delle istituzioni educative, baluardi fondamentali contro la dispersione e l’abbandono scolastico e sostegno imprescindibile per quelle famiglie che necessitano del tempo pieno a scuola, per affrontare gli impegni lavorativi.
Il giorno 13 settembre è previsto un incontro, tra MIUR e sindacati, per discutere del problema degli organici e quindi, auspichiamo una presa di posizione netta delle parti, affinché si trovi una soluzione definitiva per fronteggiare la piaga, “atavica”, del precariato che affligge il Personale Educativo.

Educatori precari – coordinamento Personale Educativo

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