Il sottosegretario Toccafondi evidenzia a Letta quali interessi intenderà difendere

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Caro Presidente Letta,

appena saputo, un minuto fa, della mia nomina a sottosegretario (in quota Berlusconi) per l’ambìto dicastero dell’istruzione paritaria, desidero esprimerle il mio più vivo apprezzamento per questa nomina che, certamente, rappresenterà l’atteso argine, che il mondo cattolico del PDL si aspetta, alla dilagante scuola pubblica del nostro paese.

Io so poco di scuola, anzi pochissimo, glielo garantisco, anche se lei già lo sa (pensi, so di aver frequentato l’Università a Firenze, ma da nessuna parte risulta in quale facoltà e soprattutto se sono arrivato alla laurea. Comunque mi informerò).

Ma un argomento mi appassiona e mi infervora di questo mondo: la parità scolastica (e questioni connesse) per la quale il mio impegno – che ho definito “programmatico” in un mio articolo che mi onoro di allegarle – sarà militante e profondo.

Le anticipo comunque i titoli dei miei articoli, da “il sussidiario.it”, perché si renda conto di che pasta sono fatto e di come la Ministra Carrozza potrà sentire i miei bravi bastoni tra le sue ruote.

Eccoli:

DdL Stabilità e fondi alle scuole paritarie. Ecco come stanno le cose (incipit: 223 milioni alle scuole paritarie. Un regalo? No un reintegro ai fondi tagliati …)
Ecco perché la Chiesa non è privilegiata
ICI, attacco alla carità (sic!)
ICI e Chiesa: ecco perché le accuse al Vaticano sono ingiuste
Ecco perché la chiesa non è privilegiata
Caro Tremonti, il ritardo dei fondi rischia di uccidere le scuole paritarie
Scuole paritarie: i conti non tornano
La difesa per la parità scolastica: un impegno programmatico.

Come può notare, sono un tipo di sicura fede e civiltà cattolica, con il pallino delle specializzazioni. La loro centralità è – ritengo – anima della modernità. Nel mio caso significa: “Pur ignorando sicuramente la scuola come istituzione e come ordinamento, sarò, senza tema, un bravo sottosegretario delle paritarie. Anzi il più bravo”. Non so se mi spiego.

Desidero infine rassicurarla anticipatamente su un punto importante: non sono di quelli che, se lei dispone: “Niente interviste, soprattutto compromettenti”, fa di testa sua.

Mi atterrò fedelmente alle sue decisioni; anche se temo che qualche testa calda, nel mio Partito, potrà crearle dei problemi.

Non faccio ovviamente nomi, ma sto pensando, Dio non voglia, alla Biancofiore, che pensa sempre di dire e fare quello che vuole, solo perché è bionda e va a spasso col Capo (Che Dio L’abbia in gloria!)

Ancora complimenti per la sua scelta che mi ha onorato e conti pure su di me, come da tempo fa il cardinale Bagnasco.

Gabriele Toccafondi, esperto di paritarie

(lettera recapitata in giornata e, volendo, consegnata direttamente al Premier. Non si conosce, a tutt’oggi, la risposta).

Ps:. Satira? Tutto può essere, ma anche no (via ScuolaOggi)

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