L’incontro sui concorsi svoltosi ieri al MIUR lascia insoddisfatti: manca la chiarezza che la Cisl Scuola ritiene assolutamente necessaria.

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Il quadro che emerge dall’informativa svoltasi ieri al MIUR, in cui si è discusso fra l’altro del concorso per insegnanti ripetutamente annunciato dal ministro Profumo, è ben lontano dal soddisfare quelle esigenze di chiarezza che la Cisl Scuola aveva posto come condizione per dare senso e credibilità ad un’operazione importante come quella del riavvio di un canale di reclutamento troppo a lungo inattivo.

 

La materia è delicatissima, richiede a tutti – e in particolare a chi ha responsabilità di governo – grande equilibrio e prudenza nel mettere in campo iniziative che non possono non tenere conto del contesto in cui cadono, già carico di troppe tensioni.

 

Queste non possono essere utilizzate in modo pretestuoso, facendone la remora che ostacola e blocca ogni movimento;  ma è da irresponsabili non tenerle in considerazione quando si sceglie un modo di procedere destinato fatalmente a dar loro ulteriore alimento.

 

Non servono dunque forzature, inutili e controproducenti, che forniscono solo un alibi a chi ha deciso di opporsi “a prescindere” all’idea di un concorso ordinario.

 

Noi non siamo tra questi, convinti che sul reclutamento si debbano recuperare gravi ritardi su cui nessuno può giocare in modo pretestuoso, trasformando la sacrosanta difesa dei diritti di chi è in graduatoria con la mortificazione di altre attese, altrettanto legittime, cui da anni non si offrono opportunità.

 

Tuttavia le risposte, se vogliono essere serie, non si improvvisano: non è accettabile il modo in cui si è gestito il confronto con i sindacati, costretto in tempi impossibili.

 

Chiediamo, dunque, al ministro di ricondurre a dignità le relazioni su una materia così delicata, che non può essere lasciata in balia di vuoti protagonismi o di stucchevoli demagogie. Il confronto sia approfondito e serio, anche nei tempi in cui viene condotto.

 

Quanto al numero dei posti messi a concorso, se venisse confermata l’ipotesi di uno scaglionamento in tre anni delle assunzioni possibili, saremmo di fronte ad una clamorosa smentita degli annunci ripetutamente fatti e degli impegni assunti; ma assisteremmo  anche alla manomissione di un piano triennale che, avendolo rivendicato e ottenuto con la nostra azione, intendiamo salvaguardare nei suoi contenuti e nelle sue prospettive con la più decisa e forte determinazione.

 

Roma, 7 settembre 2012

 

Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola

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