Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) ha lanciato un allarme riguardante l’impatto dell’inflazione sui diritti sociali e, in particolare, sulla sostenibilità economica dei docenti italiani. Sebbene l’inflazione generale sia contenuta all’1% secondo le stime Istat di gennaio 2026, il “carrello della spesa” registra un incremento del 2,1%, colpendo beni essenziali come alimentazione, abitazione ed energia.
Questa situazione grava soprattutto sulle famiglie a basso reddito, accentuando le disuguaglianze sociali e mettendo a rischio la tenuta economica di molti insegnanti. I docenti, soprattutto quelli fuori sede, si trovano a fronteggiare costi insostenibili legati ad affitti, trasporti e spese quotidiane. Le famiglie monoreddito, in particolare, sono tra le più esposte, con uno stipendio che spesso non basta a coprire le necessità fondamentali.
Il CNDDU evidenzia inoltre che i salari degli insegnanti italiani sono tra i più bassi in Europa rispetto ad altri lavoratori con pari qualifiche. Per questo motivo, il Coordinamento chiede al Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara interventi concreti e immediati per salvaguardare il potere d’acquisto dei docenti e garantire la sostenibilità della scuola pubblica, pilastro della coesione sociale e dei diritti costituzionali.
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