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L’intelligenza deve fare paura?

L'intelligenza artificiale sarà un'alleata o un nemico?

I compiti a casa li fa l'intelligenza artificiale, i docenti hanno gli strumenti per capirlo?

In un articolo pubblicato sul Corriere della Sera dal titolo “A chi fa davvero paura l’intelligenza artificiale?”, Maurizio Ferraris sostiene che temere che l’intelligenza artificiale possa prendere il potere o surrogare l’intelligenza umana è solo una manifestazione di una mancanza di intelligenza naturale. Le macchine non avranno mai bisogni come gli esseri umani, e quindi non avranno mai la stessa urgenza che spinge le persone a fare scelte per amore, fama, rispettabilità, o grandezza.

Secondo Ferraris, le macchine che svolgono operazioni caratteristiche dell’intelligenza umana meglio di essa stessa non significa che abbiano effettivamente acquisito intelligenza. E anche se esistono macchine in grado di rispondere a domande, risolvere equazioni e riassumere testi, non significa che abbiano effettivamente stabilito dei fini o che siano in grado di deliberare coerentemente.

L’autore conclude che la stima che possiamo affidare all’intelligenza artificiale non è certo né morale né intellettuale, e che le macchine non saranno mai in grado di comprendere il mondo in modo simile a come lo fa un essere umano.

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