Monti eviti luoghi comuni e dia alla scuola giusta attenzione

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Finché le riforme della scuola si faranno tagliando risorse, finché si tradurranno in un peggioramento delle condizioni di lavoro, con i salari più bassi d’Europa, finché alla base di ogni ragionamento c’è il presupposto, falso, che i nostri docenti lavorino poco e male, è naturale che prevalgano in chi lavora nella scuola atteggiamenti di diffidenza o, come li chiama Monti, di conservazione. Provi a cambiare approccio, lasci da parte odiosi luoghi comuni. Non chieda solo alla scuola di dare al Paese, ci dica che cosa il Paese intende dare alla scuola. E dia un segnale di attenzione e di vera apertura al dialogo: vedrà un mondo della scuola diverso, fatto di persone consapevoli della missione che svolgono, facendovi fronte ogni giorno con la sola forza delle loro motivazioni, nonostante tutto.
Questo chiediamo a Monti, per il poco tempo che ha davanti ancora il suo governo, ma lo chiediamo anche a chi si candida a governare l’Italia dopo il voto ormai imminente.
Quale scuola si vuole per il Paese? Con quale investimento di attenzione e di risorse? Lo diciamo fuori da inutili demagogie, perché la pesantezza della situazione economica non può essere elusa da nessuno, ma sapendo bene quanto la scuola abbia già dato per il risanamento dei conti pubblici.
Se si vuole che il confronto sul futuro del nostro sistema di istruzione si liberi da zavorre ideologiche o da resistenze conservatrici, si facciano proposte serie e soprattutto si evitino battute ingenerose e prive di fondamento, che possono soltanto aggiungere altra rabbia a chi chiede soltanto la giusta considerazione del suo lavoro.

Roma, 26 novembre 2012

Francesco Scrima, segretario generale CISL Scuola

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