Non tutti i mestieri o professioni richiedono oltre alle competenze specifiche una naturale disposizione di sensibilità ed empatia per i propri simili. Alcune vengono svolte benissimo da tecnici o meccanici che hanno il compito di verificare, riparare, sostituire. Gli insegnanti di certo attraversano una fase delicata della loro storia.

Caricati come non mai da incombenze delegate dalle famiglie, in piena emergenza educativa e in un momento di tagli e accorpamenti statali, sono diventati per lo più una classe dirigente di seconda fascia: molto docenti, poco educatori. A ciò aggiungasi che la stragrande maggioranza di insegnanti sono donne e quindi mogli e madri con un’altra filiera collaterale di responsabilità giornaliere, incluso il dovere di non poter essere mai stanche, sfiduciate, disgustate, incredule circa l’utilità del proprio ruolo svolto in questa società.

E questi dubbi certo non sono stati fugati dal trattamento che lo Stato ha riservato ai professori negli ultimi anni, caricati da una serie di incombenze e richieste di abilità che non si inventano da un giorno all’altro. Si chiama disagio e alla lunga diventa stressogeno. Poi i nostri tempi fatti di delusioni, incertezze ed un futuro che non promette ma minaccia disegnando ogni giorno tinte fosche per sé e per la propria famiglia. I fatti di sangue, efferati o ” innaturali” si susseguono e lasciano la gente senza strumenti interpretativi.

Nei processi penali sui comportamenti violenti salta fuori quasi sempre la perizia psichiatrica. Per lo più per attenuare le conseguenze a vita di un gesto durato una manciata di secondi. La pazzia salva i luoghi comuni o se volete i pilastri fondanti una collettività. Ma è vera follia? O è l’esasperazione di gente che non ha più verità, né garanzie? E se essere così integra un qualche disturbo rintracciabile più o meno artatamente nel DSM IV, quanti sono oggi i “disturbati” in latenza del loro gesto folle? Quando una società calpesta un’enorme polveriera le esplosioni si susseguiranno numerose. Sarà colpa di chi mette i piedi in fallo?

*Articolo pubblicato sull’edizione odierna del quotidiano La Sicilia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

* Copy This Password *

* Type Or Paste Password Here *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.