Snals-Confsal – L’Italia uscirà dalla crisi solo se investirà sui settori propri dello sviluppo

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Conviene al Paese, agli studenti, alle famiglie e alle imprese che la scuola sia seria, fondata sull’impegno, su comportamenti responsabili e che abbia solide competenze. L’Italia uscirà dalla crisi solo se investirà sui settori propri dello sviluppo: l’istruzione e la formazione, la ricerca e l’innovazione tecnologica sono essenziali per la competitività e la crescita e dunque il lavoro. La scuola va, dunque, considerata un settore d’investimento e non di spesa. Basta tagli lineari e risparmi.
A essa va invece destinata una significativa quota delle risorse ottenute da una vera lotta all’evasione, all’elusione fiscale, agli sprechi e alle inefficienze amministrative. La priorità per eccellenza per lo Snals-Confsal, la più urgente – quella che può dare respiro allo sviluppo della scuola italiana, che certo non ha bisogno di ulteriori riforme epocali – è l’organico pluriennale di istituto e di rete, su cui calcolare non solo il numero delle assunzioni annuali ma anche quello per i concorsi. Un organico, cioè, calcolato su un numero di posti che non è la semplice somma di quanto occorre per l’insegnamento curricolare, ma che deve considerare tutte le esigenze per il buon funzionamento delle scuole autonome. Allo scopo servono risorse professionali adeguate e condizioni organizzative utili a dare risposte diversifi cate ai vari territori, a fronteggiare le supplenze, a promuovere lo sviluppo delle eccellenze, a realizzare il recupero e l’integrazione
e a garantire l’estensione del tempo scuola. Solo un gruppo di insegnanti stabili nel tempo garantisce la continuità didattica, un’offerta formativa che tenga conto delle modalità di apprendimento delle giovani generazioni e un buon dialogo con gli enti locali. É un provvedimento che serve agli insegnanti, perché rende più efficace il loro impegno nella progettazione didattica e nell’aggiornamento, e di sicuro contribuisce a eliminare il precariato. Ed è anche la chiave di volta per valorizzare responsabilità e professionalità dei docenti, cui vanno riconosciuti ruolo e nuovo prestigio sociale.
Da qui l’urgenza di rinnovare i contratti con un adeguamento retributivo allineato ai principali Paesi dell’eurozona.

ItaliaOggi

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