Mentre il mondo della scuola si fa notare per la sua frammentazione interna, il governo studia la ricetta dello “spending review” che in soldoni potrebbe ricalcare la ricetta messa in atto della Grecia. E’ allo studio, pochi però ancora ne parlano, il piano sugli statali che prevede sia la riduzione degli stipendi (si pensa del 5%), sia il taglio delle piante organiche, ma anche la mobilità forzata per i dipendenti pubblici, la mobilità e il licenziamento. I numeri sono importanti: si contano ben 300 mila unità fra questi anche chi ha superato la soglia dei 60 anni per quest’ultimi potrebbe scattare prepensionamento con una decurtazione del 20% dell’indennità.
Tutto ciò che fino rappresentava la sicurezza del posto fisso da domani potrebbe tramutarsi in “tragedia”.
Il piano dello spending review messo a punto da Enrico Bondi, curatore del fallimento della Parmalat, prevede anche il taglio del 5 per cento della pianta organica di tutte le amministrazioni, blocco del turnover per i quadri intermedi, accorpamento di uffici e “scivoli ” verso la pensione con indennità – come già detto – dell’80 per cento calcolate però non sugli stipendi correnti ma sulle voci di base.

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