Aumentano le pensioni nel 2027, la i nuovi importi saranno legati inevitabilmente all’inflazione media calcolata nel 2026. I pensionati quindi, così come abbiamo già svelato in un articolo circa gli aumenti delle pensioni nel 2027, non possono aspettarsi cifre significative, anzi.
Ma proviamo a fare una fotografia partendo appunto dall’anno in corso. L’anno 2026 porta con sé un leggero aumento per le pensioni, ma non per tutti. La rivalutazione prevista dal governo Meloni si attesta su un modesto +1,4%, con incrementi lordi che arrivano a un massimo di 45 euro. Per esempio, una pensione di 1.000 euro salirà a 1.014 euro, mentre un assegno di 3.400 euro vedrà un aumento di 45 euro. Tuttavia, le imposte e le detrazioni fiscali riducono ulteriormente l’importo netto percepito.
La legge prevede adeguamenti pieni solo per assegni fino a quattro volte il trattamento minimo (611,85 euro mensili), mentre per importi superiori si applicano percentuali decrescenti. Le pensioni minime vedranno un incremento dell’1,3%, raggiungendo 619,69 euro al mese. Una misura che, seppur positiva, è stata criticata dalla Cgil, che la considera penalizzante per chi ha lavorato più a lungo.
Pensioni 2027: nuovi requisiti e aumenti
Dal 2027, però, i requisiti pensionistici cambieranno: l’età per la pensione di vecchiaia salirà a 67 anni e un mese, in linea con l’aumento dell’aspettativa di vita. E, salvo modifiche legislative, entro il 2034 si potrebbe arrivare a 68 anni per la pensione di vecchiaia e quasi 44 anni di contributi per quella anticipata.
Insomma l’età della quiescenza si allontana sempre di più dimostrando, ancora una volta, che ha tenere in piedi il sistema Italia sono i pensionati e i lavoratori dipendenti.
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