Un nuovo capitolo si apre nel panorama delle politiche del lavoro in Italia con l’introduzione del Bonus Donne 2026, previsto dal decreto-legge 62/2026. Questa misura mira a incentivare l’occupazione femminile stabile, offrendo un esonero totale dai contributi previdenziali per i datori di lavoro privati che assumono lavoratrici svantaggiate a tempo indeterminato nel corso dell’anno 2026.
L’agevolazione si applica a donne considerate “svantaggiate” o “molto svantaggiate” secondo le definizioni europee. Tra i requisiti, rientrano donne disoccupate da almeno 24 mesi, o da 12 mesi in specifiche condizioni, come l’età compresa tra i 15 e i 24 anni, o oltre i 50 anni, oppure donne senza diploma o impiegate in settori con un forte divario di genere.
L’incentivo prevede un risparmio mensile fino a 800 euro per lavoratrici residenti nelle regioni della ZES Unica, che include aree come Calabria, Sicilia e, novità del 2026, anche Marche e Umbria.
Per accedere al bonus, le aziende devono rispettare norme stringenti, tra cui un incremento della forza lavoro e il rispetto dei contratti collettivi nazionali. Una misura che punta ad abbattere ostacoli e promuovere una maggiore inclusione lavorativa su tutto il territorio nazionale.
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