I docenti del movimento Scuola Lavoro e Libertà, dopo aver denunciato l’ennesima ingiustizia perpetrata ai danni dei precari attraverso le graduatorie regionali previste dal Decreto Scuola (Legge n. 79/2025), dalle quali alla fine è stato escluso l’unico concorso, bandito dal 2020 in poi, a cui avevano partecipato proprio i precari storici, ossia lo Straordinario Bis, osservano sempre con più sdegno l’atteggiamento d’inerzia e di disinteresse da parte della politica di governo nei confronti del problema dei docenti precari storici.
Anzi, a dir la verità, l’idea che il Movimento si è fatta sulle reali intenzioni di chi oggi governa il Paese è più precisa e ragionata rispetto a una semplice constatazione di disinteresse da parte delle istituzioni.
Ai nostri occhi appare infatti evidente non solo che non si voglia affrontare il problema di migliaia di lavoratori che da 5 , 10 o più anni si vedono licenziare a Giugno e , forse, riassumere a settembre o ottobre, superando i 180 giorni di servizio ogni anno, ma che sotto ci sia un lucido progetto teso proprio a sacrificare questa componente della società, che, diciamocela tutta, ormai è diventata un peso in termini di costi e soprattutto sotto l’aspetto dello scomodo potenziale critico nei confronti della politica che decide sull’istruzione pubblica, a cui di pubblico ormai non è rimasto più nemmeno il nome, che invece si si sofferma su un presunto “merito” difficilmente definibile.
Ora, abbiamo capito che assumere lavoratori che all’anagrafe hanno 40 o 50 anni possa costituire un impegno importante per lo Stato, sia per motivi previdenziali che in generale per l’erario, dato che risulta economicamente comodo scaricare a piacimento e ripetutamente dei lavoratori dipendenti che fino ad oggi hanno mandato avanti a loro spese l’istruzione pubblica, ma riteniamo fermamente che non sia degno di uno Stato civile il trattamento riservato a propri dipendenti che da decenni ricoprono ruoli di pubblici ufficiali all’interno del sistema d’istruzione pubblica.
Cioè, questi professionisti iper-specializzati, che da anni e anni stanno reggendo sulle loro spalle il peso dell’equilibrio culturale di questo Paese, possono essere trattati dal proprio datore di lavoro, che in questo caso è lo Stato italiano, come se lavorassero in una fabbrica di scarpe del Sud-est asiatico? Ma siamo in uno Stato di diritto, in cui vige la sacralità dei principi costituzionali che tutelano i lavoratori, i diritti civili e l’uguaglianza fra i cittadini o si sta lavorando nell’ambito della gig economy o per una multinazionale mineraria che opera nella Repubblica Democratica del Congo?
Ma lo Stato Sociale è modello di organizzazione politica ed economica che dovrebbe essere alla base di tutte le nostre attività quotidiane, oppure è solo un noto gruppo musicale italiano che, a giudicare dai testi prodotti, ha un livello di competenza politica nettamente superiore a quello di chi oggi governa il Paese?
I docenti precari storici sono stanchi di essere considerati lavoratori “usa e getta”, limoni da spremere nei corridoi delle scuole o sui portali della formazione farlocca, praticamente obbligatoria per poter continuare a lavorare, utile solo a prosciugare i loro portafogli!
Scuola Lavoro e Libertà lancia un accorato appello a tutte le forze politiche, e in particolare a quelle di governo, affinché si decida seriamente di risolvere una situazione che ormai è diventata una vergogna per lo Stato italiano:
STABILIZZATE i docenti precari storici col DOPPIO CANALE DI RECLUTAMENTO!!!
Volere è potere!
Basta slogan elettorali acchiappa voti! Basta pifferai magici capaci solo di lustrare gli scranni in Parlamento! Basta falsi DDL che hanno la consistenza di un cerchio di fumo!
È ora di agire, e non di rinviare la risoluzione del problema alla prossima tornata elettorale!
Gli anni passano, l’inflazione sale all’impazzata, e migliaia di vite di intere famiglie vengono distrutte dalla cupidigia di chi pensa che fare politica significhi curare i propri interessi o quelli di qualche lobby intraprendente!
Il PNRR è finito e la scusa per non stabilizzare, fra l’altro abbastanza inconsistente, ha fatto il suo tempo! Dall’ inizio dell’attuale legislatura sono passati ben 4 anni, e nessuna promessa elettorale sulla stabilizzazione è stata onorata! I Precari non accetteranno altri discorsi campati in aria che, a parole, dovrebbero giungere all’epilogo durante la prossima legislatura!
Oggi, non fra tre mesi, un anno o due, le forze politiche lavorino a un DECRETO LEGGE URGENTE, dato che se ne fa largo uso, da approvare prima delle prossime elezioni e del prossimo anno scolastico! Venga ripristinato urgentemente il DOPPIO CANALE su posto comune, in modo che le assunzioni siano effettuate al 50% da concorsi e al 50% da GPS, e dove il maggior peso nelle graduatorie sia dato dall’anzianità di servizio nella scuola e non da sistemi di raccolta punti abbastanza opinabili, per non dire ridicoli!
Tutti i SINDACATI, in particolare quelli più rappresentativi che utilizzano i colori delle lotte popolari, che almeno sulla carta sarebbero più vicini ai problemi delle masse, sono invitati a raccogliere il succo di questo discorso e a farlo proprio, affinché vengano onorati gli impegni assunti con i lavoratori! Smettano di tergiversare sull’argomento, strizzando l’occhio ai meccanismi di reclutamento “pseudo-meritocratici”, di matrice politica, e si dedichino finalmente alla tutela dei lavoratori, che è il motivo stesso della loro esistenza!
I Precari terranno conto, senza ombra di dubbio, di eventuali mancate risposte politiche e sindacali a questo appello, e sapranno presto, ben al di là delle ovvie promesse, a chi concedere o negare la loro fiducia nella prossima occasione utile di espressione democratica!
“Labor omnia vincit!”
Scuola Lavoro e Libertà
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