Ecco perchè il 18 ottobre la scuola sciopera

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Il governo dell’austerità resta in sella

Confermiamo lo sciopero generale della scuola e del lavoro dipendente per il 18 ottobre

Manifestazione nazionale a Roma da piazza della Repubblica a piazza san Giovanni

Nonostante la rissa permanente nella casta politicante, la fiducia parlamentare rinnovata a Letta dimostra come, al di là dei conflitti tra clan rivali, l’Italia sia dominata da un partito unico dell’austerità, che colpisce in una sola direzione, quella dei salariati, dei disoccupati, dei pensionati poveri, dei servizi pubblici, dei beni comuni.

La Legge di (In)stabilità in arrivo infierirà sempre in tale direzione, e accentuerà la crisi, come tutte le politiche recessive degli ultimi sei anni in Europa.

Confermiamo dunque, con altri sindacati conflittuali, per il 18 ottobre lo sciopero generale della scuola, insieme a tutto il lavoro dipendente pubblico e privato.

Come docenti ed Ata, protestiamo e lottiamo:

– contro la “scuola-miseria”: la riduzione degli investimenti, il taglio di 150 mila posti di lavoro, il blocco dei contratti, dei salari e degli scatti di anzianità che dura oramai da quattro anni – e che la prossima Finanziaria vuole mantenere bloccati almeno per altri due – con docenti ed Ata che hanno perso il 30% delle retribuzioni;

– contro la “scuola-quiz”: il Sistema nazionale di (S)valutazione, l’art.16 del decreto legge Carrozza – di cui chiediamo l’immediata cancellazione – che dimostra come il governo voglia usare i quiz Invalsi per giudicare scuole, docenti e studenti, e imporre l’addestramento coatto per i quiz agli insegnanti i cui studenti non abbiano risposto a dovere agli assurdi indovinelli degli Invalsiani, i quali, senza nulla sapere di didattica, pretenderebbero di dare ripetizioni di quiz a tali docenti;

– contro i BES (“bisogni educativi speciali”): penoso espediente per eliminare progressivamente il sostegno ai diversamente abili;

– contro l’aumento dell’orario di lavoro e la distruzione delle pensioni, con particolare riferimento all’allucinante vicenda di “quota 96”, quei docenti ed Ata che, a pochi passi dalla pensione, si sono visti allungare fino a sette anni la permanenza sul posto di lavoro e ai quali va restituito subito il diritto al pensionamento.

– per completare la vittoria degli “inidonei” che, con una lotta esaltante, hanno evitato la loro deportazione verso lavori ad essi estranei e la perdita del posto per migliaia di Ata precari, e che ora vogliono sacrosantamente che dal decreto Carrozza venga cancellata anche la possibilità assurda di essere trasferiti in altre amministrazioni pubbliche;

– per massicci investimenti nella scuola pubblica bene comune, un aumento di 300 euro mensili netti per docenti ed Ata, la restituzione degli scatti di anzianità, l’assunzione di tutti i precari, l’applicazione dell’obbligatorietà della materia alternativa alla religione con migliaia di nuove cattedre, la piena regolarizzazione del lavoro dei “modelli viventi”;

  • per la democrazia sindacale per tutti/e, contro il monopolio dei sindacati di Stato.

18 OTTOBRE 2013 SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA

MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA

Piazza della Repubblica ore 1

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