Non trovano pace gli stipendi della scuola, in particolare quelli in servizio in una scuola laziale.
Molti docenti per oltre due mesi si sono visti il mancato accredito dello stipendio gettando nel panico le famiglie e mettendo in serio rischio la tranquillità economica.
Ribadiamo che gli stipendi dei docenti italiani, nonostante la propaganda martellante, restano fra i più bassi in Europa e quindi se non arrivano peggio ci sentiamo.
Il mancato accredito è da ricercare nel mancato inserimento, nel conguaglio fiscale di febbraio, dei compensi accessori liquidati nel corso dell’anno precedente. Un piccolo errore che ha bloccato l’erogazione del mensile.
Correggerlo però non è semplice e sta causando il prolungarsi del disagio dei docenti.
Debiti fiscali e stipendi azzerati: caos nei cedolini dei docenti laziali
Un errore amministrativo quindi che ha generato un vero e proprio terremoto nei cedolini. A seguito di una lavorazione fiscale separata effettuata ad aprile, l’imponibile IRPEF è aumentato significativamente, ma senza considerare le imposte già trattenute in precedenza sui compensi accessori. Questo ha portato il sistema NoiPA a considerare tali somme come redditi non tassati, causando un ingente debito fiscale per i lavoratori.
Il problema è emerso quando alcuni docenti hanno visto i propri stipendi di maggio e giugno praticamente azzerati, con trattenute che in alcuni casi hanno superato due mensilità. Una situazione insostenibile per chi deve far fronte a spese fisse come mutui, bollette e affitti.
Ora, la palla passa alla Ragioneria Territoriale dello Stato, chiamata a correggere l’errore reinserendo le ritenute IRPEF già operate e rielaborando le posizioni fiscali. Tuttavia, il processo si preannuncia complesso e lungo, lasciando i lavoratori in una condizione di grande incertezza.
La vicenda ha anche generato un paradosso: alcuni docenti potrebbero ricevere tre diverse Certificazioni Uniche per lo stesso anno fiscale, un chiaro segnale delle criticità del sistema NoiPA.
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