Il sistema di reclutamento dei Dirigenti Scolastici vive un momento di forte tensione. Con oltre mille sedi vacanti e un crescente malcontento tra i vincitori del concorso riservato DM 107/2023, il rischio di accantonamenti e di una mobilità interregionale al 100% minaccia seriamente le immissioni in ruolo previste per il 2026.
I candidati del concorso riservato denunciano un sistema che sembra favorire gli idonei del concorso ordinario, relegando i riservisti a un ruolo marginale, nonostante abbiano superato una procedura legittima. La ripartizione dei posti, che dovrebbe rispettare il rapporto 60/40, è percepita come un miraggio, soprattutto nelle regioni con poche disponibilità, dove la mobilità straordinaria rischia di svuotare completamente le quote riservate.
La situazione è ulteriormente aggravata dall’inerzia del Ministero dell’Istruzione e del Merito, che non ha ancora richiesto al MEF l’autorizzazione per coprire l’intera vacanza organica. Con centinaia di scuole senza una guida stabile, la scelta di puntare sulle reggenze appare incomprensibile.
I vincitori del concorso annunciano ricorsi legali e chiedono trasparenza e rispetto per i propri diritti. La scuola italiana rischia un nuovo autunno caldo di proteste e contenziosi.
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