HomesindacatiEmergenza educativa a Mirandola: la denuncia della UIL Scuola di Modena

Emergenza educativa a Mirandola: la denuncia della UIL Scuola di Modena

Violenza in classe, Catapano: «Interventi concreti e un tavolo permanente per la sicurezza educativa»

Un episodio di violenza scolastica, accaduto lo scorso 21 maggio all’Istituto superiore Galileo Galilei di Mirandola, ha scosso profondamente la comunità educativa locale. Durante una lezione, un docente è stato minacciato con una pistola a pallini, replica fedele di un’arma vera, da uno studente che gli ha intimato di consegnare le sigarette. Il tutto è stato ripreso con un cellulare, un dettaglio che accende i riflettori su una problematica sempre più diffusa: l’escalation di atti di violenza e prevaricazione nelle scuole, spesso documentati e condivisi sui social.

Dario Catapano, responsabile territoriale della UIL Scuola di Modena, non usa mezzi termini nel definire l’accaduto come il segnale di una crisi educativa profonda. «Non siamo più di fronte a episodi isolati», ha dichiarato. «Quanto accaduto a Mirandola è solo l’ultimo di una serie di eventi che mettono a nudo una grave emergenza nel nostro sistema scolastico».

Secondo Catapano, il problema non si risolve con semplici condanne o provvedimenti disciplinari. «La scuola deve essere messa nelle condizioni di svolgere il proprio ruolo educativo. Servono percorsi strutturati e condivisi per prevenire e contrastare questi fenomeni», ha aggiunto.

La UIL Scuola sottolinea come molti di questi episodi siano alimentati da dinamiche di emulazione e ricerca di visibilità sui social network. «Quando la violenza diventa spettacolo, dobbiamo chiederci quale modello stiamo offrendo ai nostri giovani», ha osservato Catapano. La soluzione, secondo il sindacato, passa attraverso un’educazione all’uso responsabile dei social, il sostegno psicologico agli studenti e programmi che promuovano la responsabilità personale e collettiva.

Ma non è solo una questione educativa. Il sindacato richiama l’attenzione anche sulle condizioni in cui operano le scuole italiane. «I dirigenti scolastici e il personale docente si trovano spesso a gestire situazioni complesse senza risorse adeguate», ha affermato Catapano. «I tagli al personale, in particolare al personale ATA, hanno ridotto la capacità delle scuole di garantire una vigilanza efficace e un ambiente sicuro».

Per affrontare questa crisi, la UIL Scuola chiede l’istituzione immediata di un tavolo permanente per la sicurezza educativa presso la Prefettura di Modena. Questo organismo dovrebbe coinvolgere scuole, sindacati, enti locali e forze dell’ordine per sviluppare strategie comuni contro violenza e bullismo, promuovere il benessere scolastico e definire procedure operative per i casi più gravi.

«La scuola non può essere lasciata sola», ha concluso Catapano, lanciando un appello alla politica affinché intervenga con investimenti strutturali e misure concrete. «Non possiamo permettere che la scuola diventi una terra di nessuno o un argomento da campagna elettorale. La sicurezza educativa si costruisce con una comunità forte e sostenuta dalle istituzioni».

Un messaggio chiaro e urgente, che chiama in causa non solo le scuole, ma l’intera società civile.

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